domenica 13 agosto 2017

* Il canto dell'orsa * una fiaba di redenzione






Una volta alle donne non era permesso andare su per la montagna durante il loro tempo della luna, a causa degli orsi. Gli orsi hanno un naso grande e sensibile, avrebbero sentito l’odore del tempo femminile ed avrebbero pensato che fosse un’orsa e cercato di accoppiarsi. Non intendevano fare alcun male probabilmente, ma venire abbracciate da un grande orso maschio è il modo migliore per finire in un brutto stato. Così la casa dell’attesa era sempre protetta dagli orsi e le donne stavano lontane dalle montagne.
C’era una giovane donna che obbediva a tutte le leggi di purificazione, e non andava mai alle colline durante il suo tempo della luna, e faceva tutte le cose che dovevano esser fatte, ma si ritrovò ugualmente amata da un orso. Quello che successe fu che l’orso la vide e semplicemente se ne innamorò. Tenero e sciocco come chiunque quando il fulmine dell’amore lo colpisce. L’orso pensò che la ragazza si sarebbe spaventata, così si nascose tra i cespugli e non cercò mai di toccarla o di parlarle, la guardò solamente. La guardava con i suoi piccoli occhi tondi e sospirava d’amore. Guardava la giovane donna pescare e la guardava raccogliere le bacche. La guardava camminare e la guardava ridere, per giorni. Fremendo d’amore e pensando che non ci sarebbe mai stata alcuna speranza per questo amore.
Ebbene, un giorno la giovane donna ritornò dopo aver raccolto del cibo, si fermò alla polla d’acqua dolce e fece un bagno. Si tolse i vestiti, camminò lentamente verso la pozza e nuotò un poco. Stette con l’acqua fino a metà gamba e si piegò a lavarsi la faccia. Si distese sull’acqua e si lavò i capelli. Si alzò con i capelli gocciolanti lungo la schiena, si sdraiò sulla sabbia morbida e si strofinò il corpo rotolandosi da una parte all’altra. Poi si girò e guardò dritto verso il cespuglio in cui si nascondeva l’orso.
:- So che sei li- rise la giovane donna .
:- So che mi stai seguendo. Che mi stai guardando. Spaventando i pesci nella mia direzione perché possa prenderli. Esci fuori da quel cespuglio e lascia che io ti veda.-
E L’orso rimase proprio stupefatto, ma si alzò in piedi, con la luce del sole che brillava sul suo pelo, e camminò verso la polla di acqua dolce, emozionato come chiunque altro quando la persona che amiamo si accorge di noi per la prima volta.
:- Entra nell’acqua.-
Lo invitò la giovane donna, e l’orso entrò nell’acqua, e nuotarono insieme e si schizzarono, e la ragazza afferrò con le proprie dita la spessa pelliccia dell’orso, e l’orso nuotò, trainando facilmente la giovane donna. Poi si sdraiarono ad asciugarsi al sole e l’orso fissava la giovane donna desiderando di toccarla e di amarla.
:- Ti amo.-
Riuscì a dire l’orso nonostante la voce gli si fosse bloccata in gola.
:- Perché ti nascondevi?- chiese la giovane donna.
:- Come potrebbe una bellissima donna come te amare un orso?- e una lacrima scese dall’occhio del povero orso.
Allora la giovane donna prese la testa dell’orso, se la mise in grembo e carezzò il suo pelo e baciò il suo naso e disse :- Ma tu sei bellissimo. Forte e gentile e bellissimo ed anche io ti amo.-
:- Sono un orso femmina.- disse l’orso.
La giovane donna rimase seduta per molto molto tempo e poi rise e disse :- Se posso amare una creatura d’aspetto così diverso dal mio come te, perché dovrebbe importarmi se sei un orso maschio o un orso femmina? Ti amo orsa. Ti amerei anche se tu fossi magra o se fossi grassa o se fossi più alta o se fossi più piccola, perché è l’amore in te che io amo, è la bellezza in te che io amo. Comunque – disse ridendo la giovane donna- carne ed ossa non contano nulla, è quello che c’è dentro che conta, lo spirito d’amore.-
E lei si alzò e l’orsa si alzò, la giovane donna indossò il suo vestito, prese per la zampa l’orsa e camminò via con lei, su per la montagna, alla caverna in cui l’orsa viveva ed entrarono e si amarono. Ne freddo inverno dormivano insieme e la pelliccia spessa dell’orsa le teneva entrambe al caldo, ed in primavera uscivano insieme dalla caverna e danzavano, pescavano, ed erano felici. E l’orsa compose un canto per la giovane donna e glielo cantò, e lei era felice. E se la gente ne parlò, parlò della meraviglia di una donna e di un’orsa che vivevano insieme ed erano felici, perché la disposizione della carne e delle ossa non conta nulla.(...)


E quando vai in montagna, che sia o non sia il tuo tempo della luna, indossa un campanello, affinché gli orsi ti sentano e sappiano che sei loro amica.

Lo spirito della bellezza
è venuto con me.
Lo spirito della bellezza
Ha lasciato i suoi amici e la sua famiglia
Per venire con me.
Se la sua famiglia dovesse venire
A portarmela via
Io morirei.

Lo spirito della bellezza
Cammina con me.
Raccoglierò bacche per lei
E tuberi e radici sulle colline.
Farò di tutto per farla felice,
danzerò per lei, la terrò calda.
Ho scritto questo canto per lei.
Lo canto ora per lei.

Lo spirito della bellezza
È venuto con me.






Le figlie della Donna di Rame – Anne Cameron

* immagine Jackie Morris art

giovedì 10 agosto 2017

* De.Sidera* la notte in cui caddero tutte le stelle





Nessuno ricorda quando è accaduto, 
certo che fu una notte strana quella, tutti a guardare il cielo e il cielo era vuoto, dov'erano finite le stelle? e le galassie? nessuna luce, neanche un lieve luccichio. Improvvisamente il cuore dei molti che osservavano il cielo scuro si riempì di nostalgia, forse non sarebbe cambiato nulla sulla Terra, forse era un fenomeno, benché assai strano, solo momentaneo. Con questa speranza tutti andarono a dormire, aspettando la notte successiva per alzare di nuovo gli occhi e vedere le stelle.
Niente, ancora solo buio pesto, ancora solo una solitaria luna ma, nessuna stella.
Fu grande la delusione di ognuno, e altrettanto grande la preoccupazione. Il governo stesso si mobilitò in cerca delle stelle, consultarono i più grandi esperti astronomi e astrofisici, ma nessuno aveva una spiegazione certa. Si fecero molte ipotesi, alcune assai fantasiose, forse il cielo notturno era in realtà oscurato da una nube spessa che copriva la luce delle stelle, ma in questo caso non avrebbe dovuto vedersi neanche la luna. Finché, un bambino che giocava ad esplorare una grotta non si accorse che nel profondo, profondissimo cunicolo che conduceva nel ventre della terra c'era una forte luce. Fu data la notizia, tutte le stelle erano state ritrovate, non si sapeva come ma erano cadute dal cielo ed erano accatastate in una profonda caverna. Ora, era importante riportarle in cielo.
Si provò a spararne alcune come fossero dei missili, ma ricaddero immediatamente sulla Terra, profondando negli abissi dell'oceano.
Fu istituita una commissione di scienziati per salvare il cielo stellato.
Partì una missione spaziale, ma una volta che le stelle venivano lasciate nel cielo ecco che ricadevano a terra. Fu un periodo molto triste per tutta l'umanità, finché un anziano saggio che viveva in solitudine nella più isolata foresta del mondo non si decise a raccontare al mondo cos'è che aveva fatto cadere tutte le stelle dal cielo.
:- Grandi pensatori, grandi conoscitori dell'universo, le stelle sono cadute dal cielo per i troppi desideri che gli esseri umani hanno lanciato nello spazio. Sono cadute tutte la notte del 10 agosto, ricordate? Voi avete una strana leggenda che parla di desideri e stelle cadenti? Ebbene in tanti avete desiderato vedere anche solo una stella cadente per esprimere il desiderio caro al vostro cuore.
Così l'universo che è molto generoso ha concesso ad ognuno di voi di vedere una stella cadente e il cielo è rimasto vuoto.
:- Grande saggio qual'è il tuo consiglio? come possiamo far tornare le stelle a splendere nel cielo?
La commissione speciale per salvare il cielo stellato ascoltò con grande attenzione le parole dell'anziano eremita.
:- Chiunque abbia espresso un desiderio guardando una stella cadente quella notte deve rinunciare al proprio sogno e lasciare che la stella torni a brillare nel firmamento.
Tutti i giornali, i presidenti dei governi, i re e le regine, ogni autorità chiese al proprio popolo di rinunciare ai desideri espressi quella fatidica notte, l'umanità tutta aprì il proprio cuore e lasciò tornare i sogni da dove erano caduti. Alcuni li trattennero ancora un pò, giusto il tempo di sentirli ancora fremere nel petto, poi però come lanterne luminose presero a volare nel cielo.
I'universo tornò a splendere quella notte, e miracolosamente, ogni uomo si rese conto che nel proprio cuore il desiderio più grande che aveva era quello di tornare a guardare le stelle.

Emanuela Pacifici



domenica 6 agosto 2017

* La luna e il volto dell'amore *




Nel pozzo la luna era appena velata da una patina perlescente, la vecchia era stata chiara, solo la luna piena poteva rispondere alla sua domanda, solo nel volto splendente della luna piena avrebbe riconosciuto il volto dello sposo.
:- Devi guardare la luna allo specchio e porle la domanda- la vecchia aveva concluso dicendo - perché l'amore è sempre un riflesso.
La giovane attraversò il giardino fino ad arrivare al pozzo, si guardò intorno assicurandosi che nessuno ascoltasse la sua voce che sussurrava alla luna.
:- Oh luna piena di sole come posso riconoscere l'amore? Troverò l'altra metà di me? saremmo così, come il sole e la luna stanotte, l'uno che risplende nell'altra?
Con un dito sfiorò l'acqua immobile producendo lievi increspature sull'immagine riflessa della luna, poi fu magia, una voce limpida e profonda riempì il suo cuore.


" E' difficile raccontarti l'amore,
perché l'Amore è un'esperienza, è azione.
L'Amore ignora le parole, perchè le parole attivano la mente, il giusto e lo sbagliato, il vero e il falso, e l'Amore non può vivere fra questi.
Amore è giusto e sbagliato,e' il vero e il falso, è l'esperienza che fai, è tutto ciò che ti crea, e ti cambia e ti spezza e ricostruisce.
Stai, lì ferma, cara anima ad aspettare l'Amore, aspetti che qualcuno bussi alla tua porta e sogni di sentirti dire :
- Ti ho cercato ovunque
Eccomi, oggi busso alla tua porta, all'unica porta che mi è concesso oltrepassare, il tuo cuore.
Eccomi, cara anima, busso e dico :
- Mi hai cercato ovunque, mi hai aspettato per millenni, ed io ero in ogni volto che hai incontrato, ero nelle mani che hanno asciugato le tue lacrime, ero quel sasso che ti ha fatto inciampare per insegnarti a rialzarti, ero sdraiato accanto a te quando il mondo sembrava crollarti addosso, ero il mondo che crollava ed ero anche il mondo che già stavi ricostruendo.
Lo so, ti conosco e conosco i tuoi sogni ad occhi aperti.
Sogni un principe coraggioso, sogni la scalata della torre, sogni di essere salvata da ogni tua inquietudine e solitudine. Eppure l'amore non ti salva dalla solitudine, né distrugge le torri che hai costruito intorno a te.
Tutto ciò che incontrerai nella tua vita, la meraviglia e il dolore, la nascita e il saluto, io sono lì, nelle mani di chi ti abbraccerà e in quelle di chi ti saluterà.

L'amore non ha un solo volto, non è sempre quello che pare salvarti, alle volte appare come il tuo carceriere, eppure è sempre e solo amore.
Cara anima non aspettare l'amore, permettiti di vederlo in tutto ciò che accade, non farti ingannare dalle illusioni romantiche, dal per sempre, dal felici e contenti.
L'amore non è interessato al tempo, né a renderti felice e contenta, l'amore vuole intensità ed esperienza, che sia un dramma o una commedia spesso questo lo decidi tu.
 Oh lo so, t'aspettavi un volto, un destino. Ora guarda bene, avvicinati alla mia immagine.

La giovane si sporse fino ad osservare il suo volto nell'immagine della luna piena e vide molti volti: il re e la matrigna, la vecchia saggia e il principe, i suoi amici animali e il lago d'argento, la strega e le fate buone, lei e l'intero suo viaggio.


" Ecco cara anima, credo di averti risposto, questo è l'amore. E' tutta la storia sempre. Anche quando non ha il volto che c'aspettiamo."


Emanuela Pacifici

* immagine Kay Nielsen

domenica 30 luglio 2017

* L'incantatrice, il potere dell'ego di lanciare incantesimi *



:- Si racconta di una tribù che viveva al confine di una fitta foresta, uomini, donne e anche bambini ora non esistono più. Un intero villaggio scomparve misteriosamente in una notte, rimasero tracce di vita, attrezzi, armi rudimentali e semplici capanne a ricordare a tutti i villaggi vicini che il confine non si attraversa, non si attraversa mai.
:- Un intero villaggio scomparso, e nessuno sa come scomparvero?
:- Oh, certo. Chiunque abbia mai desiderato attraversare il confine lo sa...
:- Questa è solo una storia per spaventarmi e convincermi a non allontanarmi da questo posto.
:- Questa è una storia per insegnarti ad attraversare i confini. So che vuoi andare, so che devi andare.
Sei nata all'alba e il tuo pianto è stato annunciato dal volo di un'aquila. Hai il dono del volo, chi possiede la piuma d'aquila non può fermare il proprio volo, nè io posso impedire il tuo. Eppure, questa storia che m'è stata donata quando ero una giovane donna come te, può aiutarti a non smarrire completamente la via per attraversare la foresta.
:- Racconta allora, partirò all'alba che il racconto sia finito o no.
:- La tribù Aya aveva scelto il confine della foresta per vivere, allontanandosi da tutti i villaggi che in quel tempo si erano stabiliti sulle sponde del fiume, per il loro spirito pacifico e perché Odissa, l'incantratrice, nacque da una donna Aya. Le donne durante la loro "luna" ricevevano da Odissa poteri misteriosi, solo le donne Aya riuscivano a sentire la voce dell'incantatrice. 
Credevano anche che Odissa li proteggesse dalle belve, fu così che durante quella notte la tribù la evocò. Un grande serpente minacciava da mesi il sonno del villaggio, aveva ucciso e morso due bambini, Odissa parve agli anziani la perfetta soluzione.
L'incantatrice fu richiamata dal profondo della foresta dal suono dei tamburi, dal fumo del legno di tuia e dai sibili delle donne che utilizzavano questo suono per chiedere la protezione di Odissa.
Mille serpenti uscirono dalla foresta prima dell'incantatrice, ma poi, Odissa apparve.
Tutto in quella creatura era stato creato per incantare.
La voce profonda e melodiosa, la pelle chiara e perlacea come la luna, i capelli lucidi e lisci come l'ebano. Tutto in lei era teso a irretire, incatenare lo sguardo e l'ammirazione di chi la invocava.
Nessuno si scoprì immune, anche il più saggio, anche la vecchia guaritrice, nessuno si salvò dal suo incantesimo.
Odissa non li uccise, fece in modo che ognuno smarrisse se stesso.
Richiamò dagli abissi di ogni uomo, donna o bambino il desiderio di piacere, di apprezzamento, di essere di più degli altri, speciale.
In quella terribile e lunga notte l'incantatrice sibilò ammaestrando ogni serpente che era custodito dentro gli esseri umani di quel villaggio.
Avevano chiesto di essere liberati dal maestoso serpente? Odissa accolse la loro preghiera.
Così per ottenere l'approvazione della bellissima creatura, ognuno portò offerte, cantò in suo onore, tutti mossi dal profondo desiderio di essere amati .
Io sono il più anziano e saggio.
Io sono la più bella.
Io sono il guerriero più coraggioso.
Io sono il miglior pescatore.
In quella notte ognuno perse la vera essenza di sé stesso per ottenere lo sguardo di approvazione di Odissa.
Tutti scomparvero nel fitto della foresta per non tornare mai più, inseguendo l'illusione di essere il migliore, il prescelto e l'incantatrice diede ad ognuno un motivo per seguirla e dimenticare gli altri.
Non esisteva più il villaggio, la madre, il figlio, l'amata, l'amato. Davanti ad Odissa ognuno era solo, l'incantatrice con il suo sibilo aveva bruciato ogni legame e distrutto ciò che rendeva davvero speciale ognuno, la rete invisibile e preziosa dell'incontro con l'altro. Erano tutti schiavi dell'incanto. Tutti schiavi di sé stessi e del proprio bisogno di apparire più dell'altro. 
Non tornò nessuno, forse alcuni sono ancora schiavi dell'incantatrice, molti altri uomini si sono smarriti nella foresta, forse Odissa ha incantato anche loro.
E' l'alba, partirai, varcherai i confini, ma ora sai che esiste un grande pericolo, fai attenzione, sii sempre vigile. L'incantatrice è astuta, non dimenticare mai chi sei per il bisogno di piacere a lei, non smarrire il tuo legame con la rete della vita, la tua preziosità nella trama d'oro dell'esistenza dove ogni filo ha il suo valore. Non permettere che ti incontri mai da sola, anche se viaggi in solitudine porti con te la tua famiglia, il tuo villaggio e tutti gli incontri che hai fatto e farai.
Questo ti proteggerà da Odissa. Ricordati non sei mai sola, nessuno è mai solo.
Ora va, porta con te il senso di questa storia, le storie, alcune, hanno il potere di proteggerti dagli incantesimi .

Emanuela Pacifici

sabato 22 luglio 2017

* Il Re e il Leone : Il cuore Sovrano *


C'era una volta un re ...
era un re molto giovane, non sapeva regnare e così intraprese un lungo viaggio in cerca del più saggio re che il mondo avesse mai conosciuto, il re della foresta maestosa.
Molte furono le prove che il piccolo re dovette affrontare, ma infine ebbe il privilegio di essere ricevuto dal potente Re Leone.
Il giovane re stanco e provato dal lungo cammino immediatamente chiese al saggio animale:
- Insegnami a regnare.
L'anziano leone rispose con la calma propria solo dei più valorosi sovrani:
- Tu vuoi regnare per diritto di nascita, ma un vero sovrano regna per la gioia che il suo trono porta nel regno. E' il cuore il vero Sovrano, non la mente.
Una decisione che proviene dal cuore e che non è dunque legata ai risultati che la mente si aspetta, possiede la spinta propulsiva del coraggio, essa arriverà esattamente dove deve arrivare.
La mente progetta, la mente ha bisogno di approvazione. Il cuore sa prendere le decisioni più coraggiose perché non sono legate al risultato ma all'azione.
Che tu possa essere coraggioso permettendo solo al cuore di ispirare le tue azioni, anche se queste risultano impopolari e non andranno a soddisfare i bisogni della mente.
E' il cuore che rende Sovrani, la mente crea solo sudditi.
L'anziano Re Leone lasciò il suo trono senza aggiungere altra parola.
Il piccolo re avrebbe dovuto vivere ancora a lungo e affrontare molte prove prima di comprendere profondamente le parole del leone e diventare veramente Sovrano del suo Regno.

Emanuela Pacifici


Ai selvaggi, ai bizzarri, ai meravigliosi.
A coloro che cavalcano le onde del mare e perdono di vista la riva.
A chi si libera delle regole, dell'etichetta, delle catene e parte alla ricerca della verità del proprio cuore.
A tutti i pezzi del puzzle scombinati, che non vengono invitati a partecipare al gioco della società, che restano indietro per imparare il proprio modo di volare, che nella sacra solitudine abbelliscono i cieli con le ali piene di libertà e la grazia del loro destino nato dall'anima incendiata.
Per i rari esseri ultraterreni che percorrono la strada meno affollata, che affrontano l'avventura con scopo e passione.
Ai ribelli, agli originali, alla solitudine che alimenta il loro spirito.
A chi non si conforma, nè torna indietro e non si fa da parte.
Per quelli che non sono nati per adattarsi ma per camminare gloriosamente altrove.
Per la tribù dei disturbatori che pensano fuori dagli schemi e sognano sui bordi dell'infinito.
A coloro che danzano anche se non conoscono i passi, che cantano anche se sono stonati e fuori sintonia.
Ai risvegliati il cui scopo è alimentare la propria anima e non morire di fame, il cui mantra è il battito del tamburo del proprio cuore e le infinite possibilità che scintillano all'orizzonte.
A quelli che hanno il coraggio di essere aperti, d'amare e vivere.
Ai maghi, ai mistici, agli incompresi.
Ai saggi che si muovono tra l'ombra e la luce.
A coloro che ululano alla Luna Piena e danzano nudi nei ruscelli.
A coloro che seguono la bussola dei loro cuori e credono nella stella polare del loro spirito.
Per chi ha il coraggio di cadere, di rompersi e frantumarsi.
Ai cacciatoti di tempeste , a voi anime antiche che camminate su questa Terra.
Allo spirito selvaggio, queste parole sono per te.*1



*1 Ara* Immagine Lucy Campbell "child king"

domenica 16 luglio 2017

Il nucleo numinoso dell'arte di raccontare ( Dove nascono le storie?)


La lingua della narrazione e della poesia è la formidabile sorella del linguaggio dei sogni.(...)
All'interno della psiche c'è una funzione per fare arte e poesia che emerge quando una persona spontaneamente o volutamente si avventura nelle vicinanze del nucleo istintivo della psiche.
Questo posto della psiche in cui i sogni, poesia e arte si incontrano costituisce il misterioso habitat della natura istintuale o selvaggia. Nei sogni e nella poesia contemporanei, nei più antichi racconti popolari e nei scritti dei mistici, l'ambiente del nucleo nel suo complesso è inteso come dotato di una sua vita specifica. Per lo più in poesia, in pittura, in danza e nei sogni è simboleggiato da un elemento vasto come l'oceano, la volta del cielo, il fertile suolo della terra, oppure come una potenza dotata di personalità .
Dal nucleo, materiali e idee numinose affiorano, lievitano attraverso la persona che esperisce "questo essere ricolma di qualcosa diverso dall'io". Molti artisti portano i materiali e le idee nate dall'Io sul bordo del nucleo e ve li lasciano cadere, giustamente intuendo che verranno restituiti rinnovati dal notevole senso psichico della vita propria del nucleo. Si verifica un improvviso e profondo risveglio, un cambiamento o un'informazione dei sensi, dello stato d'animo o del cuore dell'essere umano. Quando si è appena informati, l'umore cambia. E quando cambia l'umore, cambia anche il cuore. Ecco perchè le immagini e il linguaggio che sorgono dal nucleo sono tanto importanti. Insieme, hanno il potere di trasmutare una cosa in un'altra in un modo che è difficile e tortuoso compiere soltanto con la volontà. In questo senso il Sé istintuale è nel contempo guaritore e portatore di vita.*

Dove nasce la poesia? dove prende vita un racconto? dove erano conservate le parole portatrici di guarigione e auto-conoscenza? Ogni volta che attraverso il silenzio dell'Io affiora il linguaggio del nucleo, il canto profondo e libero dal mondo e dalle circostanze esteriori ecco che le parole possiedono il potere magico di creare nuovi panorami.
La poesia, la narrazione, l'immaginazione non provengono dal mondo visibile, sono piuttosto messaggeri del mondo oltre il mondo. Attraverso la parola o l'immagine hanno il compito di "traghettare" nei regni dove i sensi o la mente o semplicemente tutte le informazioni che provengono dal mondo visibile non hanno possibilità di accedere.
E' così che un racconto, una poesia, un dipinto divengono "arche" di alleanza fra il mondo dei sensi e il mondo del Sè, richiamando alla coscienza la presenza di altri livelli e strati di esperienza, di apertura, di altezza o profondità.

Emanuela Pacifici
* Clarissa Pinkola Estés - Donne che corrono coi lupi

mercoledì 21 giugno 2017

* Le storie medicina nella tradizione indù*


In una fiaba, i processi interiori sono esteriorizzati e divengono comprensibili così come sono rappresentati dai personaggi della storia e dai suoi eventi. E' per questo che nella medicina indù tradizionale veniva assegnata ad un individuo psichicamente disorientato una fiaba che interpretava il suo particolare problema. Egli doveva farne l'oggetto della sua meditazione, e ci si aspettava che in questo modo fosse indotto a visualizzare sia la natura delle sue difficoltà sia la possibilità di superarle. In base a quanto una particolare fiaba significava in relazione alla disperazione e alle speranze dell'uomo e ai metodi per superare le tribolazioni della vita, il paziente poteva scoprire non solo un sistema per liberarsi dalla sua angoscia ma anche per trovare se stesso, come aveva fatto l'eroe della storia. (...) Le fiabe non pretendono di descrivere il mondo così com'è, nè consigliano sul da farsi. Se lo facessero, il paziente indù sarebbe indotto a seguire un tipo di comportamento imposto(...). La fiaba è terapeutica perchè il paziente trova le sue proprie soluzioni, meditando su quanto la storia sembra implicare nei suoi riguardi e circa i suoi conflitti interiori in quel momento della sua vita.(...) Chiaramente la fiaba non si riferisce al mondo esterno, anche se può iniziare in modo abbastanza realistico ed avere, intessuti in essa, elementi della vita di tutti i giorni. La natura non realistica di queste fiabe è un importante espediente, perchè evidenzia che il proposito della fiaba non è quello di comunicare informazioni circa il mondo esterno, ma di chiarire i processi interiori che hanno luogo in un individuo.

Il Mondo incantato - Bruno Bettelheim




immagine Ramayana by Valmiki

martedì 13 giugno 2017

Il bambino interiore : il Mago del futuro (Puer aeternus)








" Quando il Fanciullo appare davanti a noi, rappresenta il rinnovamento, la possibilità dell'eterna giovinezza, della spontaneità e delle nuove possibilità; la vita scorre verso un futuro creativo"

M.L. Von Franz




Rincontrare lo Spirito Bambino o il Bambino Divino(Puer Aeternus) come era solito chiamarlo Jung, è abbracciare la creatività pura, quella forma creativa non contaminata dai non puoi, non è possibile, non si fa. Il bambino eterno è Guardiano del Fuoco Ardente dell’anima, dove brucia potente la nostra origine Divina. Questo Fuoco ha in sé tutte le potenzialità della nostra anima ed è il bambino interiore sano, guarito, amato, ascoltato che ci accompagna in questo luogo sacro.Lo spirito bambino non è solo un messaggero di traumi da guarire e ferite da sanare, è anche portatore di qualità "magiche" che abbiamo dimenticato di possedere.
Tutti ricordiamo di quando un pezzo di legno diventava una spada o una bacchetta magica, di come riuscivamo a trasformare il mondo intorno a noi .
Era un gioco magico quello che facevamo, era un esercizio utile a prender confidenza con il potere creativo insito in ognuno di noi.
Se torno al mondo di me bambina, ricordo lunghe notti insonni che si animavano di meravigliose creature, che poi di giorno si nascondevano sotto il letto per tornare appena il buio (che mi spaventava) cancellava i contorni del reale.
Mi dissero poi che era tempo di lasciare andare le "fantasie", era il momento di crescere e dimenticare il popolo della notte.
Così ho iniziato a scrivere fiabe, ho creato per i miei amici notturni un posto in cui potevano vivere senza che il mondo degli adulti potesse disturbarli.
Lo spirito bambino che abbiamo consolato, incontrato, abbracciato, può restituirci l'immaginazione, può insegnarci a vedere il mondo e crearlo oltre i condizionamenti, le dottrine, il sapere della mente che appesantisce il nostro cuore.
E' una qualità Magica, che tutti possediamo, non è più un gioco ma un vero e proprio luogo neutro dove entriamo per Creare.
Seconda stella a destra ....per chi ha il coraggio di scoprire che esiste davvero l'Isola che non c'è, lì vive il nostro puer aeternus, il Visionario, il Mago del Futuro, colui che Crea il regno dei cieli.


Lo Spirito che ascolta le storie, siano miti o fiabe è sempre uno Spirito bambino, la primavera della nostra anima che trae nutrimento dalle storie, che beve l’acqua fresca che esse portano nella nostra vita, ed ecco che piano piano il cuore si alleggerisce, perché il passato e il futuro sono spazzati via dal C’era una volta.. rimane con noi l’eterno presente, che è l’unica cosa che conta per la fiaba, sempre c’era e sempre ci sarà, e lo Spirito bambino trova il suo spazio, trova il suo mondo, dove può continuare a danzare e cantare, dove non è proibito sognare, dove CREDERE non è illudersi, ma CREARE.

Ed ora i vostri Spiriti bambini aprano le orecchie del cuore, e chiudano gli occhi della mente, questo è il luogo delle storie, questo è il tempo di tornare ad immaginare e creare.

La Custode delle Storie - Emanuela Pacifici








* immagine Peter Birkhauser

* Il canto dell'orsa * una fiaba di redenzione

Una volta alle donne non era permesso andare su per la montagna durante il loro tempo della luna, a causa degli orsi. Gli orsi hanno un na...