domenica 22 ottobre 2017

Ade, il Re scorpione e la Grande Iniziatrice : Ecate, la Signora delle Porte, la Loba, la Raccoglitrice..


 " E' necessario che trasliamo la nostra coscienza nel punto centrale, 
nel Sole, da dove possiamo osservare i comportamenti della personalità 
come fossero pianeti che ruotano intorno a noi, ma non possono mai toccarci. 
Noi siamo altro."*

Il 23 Ottobre il Sole entra nel segno dello Scorpione, Ade il Signore dell'immateriale, la radice di ogni germoglio. Il Sole come seme luminoso scende nel grembo umido e creativo della Terra, come ad indicarci la Via : porta il tuo Sole ( attenzione, consapevolezza,coscienza) dentro di te, nei luoghi dove è Sovrano Ade, fratello di Eros. Ade separa, attraverso il fuoco Solare, cuoce le sostanze infime, esso è Il Grande Alchimista, nel suo Regno inizia la Grande Opera a cui ogni umano è chiamato.
l Sole stanotte ha trovato la sua dimora nei Regni Inferi di Ade, per compiere la sua Missione di cottura lenta della nostra natura infera,
Il primo passo nel Regno Invisibile di Ade, il mondo dell’anima selvaggia lo compiamo incontrando la Loba, essa è colei che Raccoglie le Ossa sparse nei nostri passaggi da vita a vita e le ricompone, è Ecate o Hermes, la Signora delle Porte o il Traghettatore, è la Grande Iniziatrice.(...)
*1 Ascolta l’ululato lontano e seguilo, è il richiamo della Loba, la donna delle ossa; la Trapera, la raccoglitrice; la Lupa.
E’ un deserto quello che stai attraversando, la donna delle ossa, abita i luoghi ispidi della tua psiche, li dove conservi le tue molte morti, potresti trovare Ossa lungo il cammino, fermati e raccoglile e permetti che esse ti raccontino la tua storia.

Ascolta ogni Osso che raccogli, fermati, ascolta, e segui il canto della Loba.

Prima di celebrare la morte come terreno fertile per la vita ( Samhain) dobbiamo riconoscere le nostre morti interiori, le ossa che abbiamo lasciato sul cammino, la discesa del Sole nel Regno di Ade è portare la coscienza solare nei luoghi bui e illuminarli, renderli consapevoli.

La prima fase della Grande Opera è la Nigredo, l'annerimento, la disgregazione della materia animale, come per ogni opera di trasmutazione ciò che prima era vivo deve morire per poter permettere al Vero Sè di emergere.

Emanuela Pacifici

* 1 citazione tratta da " La Caverna della Loba" meditazione guidata scritta da Emanuela Pacifici
parte del webinario Into The Darkness

La Custode delle Storie propone per celebrare Samhain:

Webinario :* Into The Darkness* Il Potere della Strega

La Loba, la Raccoglitrice di Ossa ci accompagnerà a Raccogliere le nostre Ossa perdute e dimenticate.
Le Ossa rappresentano la sostanza che non muore, che non si consuma; l'essenza selvaggia della nostra anima.
per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com



*citazione iniziale : Salvatore Brizzi- Officina Alkemica


venerdì 20 ottobre 2017

* L'Osso che Canta* Passi nel terrifico verso Samhain, la Verità racchiusa nelle Ossa.




C’era una volta un re che aveva una malattia agli occhi.

“Non c’è medicina che ti possa guarire, maestà”, gli dicevano sconsolati i medici. Ma una vecchia, che aveva fama di maga, gli disse: “Il rimedio a dire il vero esiste, è la penna dell’uccello grifone che vive su una pianta altissima e mangia i cristiani come un drago”.
Allora il re chiamò a sé i due figli: “Se tenete alla mia vita, dovete portarmi una penna dell’uccello grifone. Ma vi raccomando di tornare sani e salvi. Prendete due cavalli per ciascuno, uno tenetelo sempre di scorta, non si sa mai cosa può succedere quando si viaggia. Se l’impresa è troppo difficile, abbandonatela, e tornate, tornate…”
I due fratelli partirono insieme, ma fatta poca strada si separarono. “Io vado di qua, tu di là, così potremmo cercare meglio. Ci ritroveremo qui, in questo punto, tra un anno, un mese e un giorno”.
Ma i due fratelli non avevano lo stesso cuore. Il più giovane voleva bene a suo padre, ne aveva pietà per la grave malattia; l’altro, il maggiore, si augurava che morisse per prenderne il posto sul trono del regno. Tanto che, invece di darsi da fare alla ricerca della penna dell’uccello grifone, si fermò in una città, buttò via col gioco e le donne ogni suo avere, si vendette perfino i cavalli e si ridusse a fare la vita del vagabondo e del saltastrade.
Il più giovane camminò per giorni e notti, chiedendo in ogni paese notizie dell’uccello grifone e tutti lo guardavano intimoriti e meravigliati. “Quello lì vuole morire”, commentavano. Finché, in una landa sconosciuta, incontrò quella stessa vecchia che aveva fama di maga la quale gli indicò una pianta altissima dove viveva l’uccello grifone e gli insegnò come prendergli la penna. “Sali sulla pianta e nasconditi bene tra i rami perché se ti vede per te è finita. Quando ti sei appostato per bene, scegli una penna dell’uccello e tienila stretta. Allo spuntare del sole, l’uccello si alza in volo, allora tu non mollarla e la penna e ti resterà tra le mani”.
Così fece e strappò una penna all’uccello grifone.
Tutto contento, prese la strada del ritorno. “Chissà cosa avrà fatto mio fratello”, pensava, “adesso lo ritroverò e sarà certo contento anche lui. Così nostro padre guarirà”. E cammina e galoppa, arrivò al luogo dell’incontro. Suo fratello era già là ad aspettarlo, tutto lacero e sporco per il suo vagabondare.
“Ho trovato la penna dell’uccello grifone”, gridò, appena lo vide, ancora lontano. “Lo vedo, lo vedo”, disse il fratello maggiore. “I miei cavalli sono morti per la stanchezza ed io ho speso tutti i miei soldi per pagare la gente perché mi aiutasse a ritrovare la penna. Guarda come sono ridotto!”, disse mentendo. “Non importa fratello mio! L’importante è che uno di noi due l’abbia trovata e che torniamo vivi e vegeti da nostro padre” “Posso vederla?”, domandò, e mentre suo fratello si girava per prenderla estrasse dalla tasca un coltello e lo ammazzò. Poi lo seppellì in un prato fiorito. Indossò i vestiti del fratello ucciso, prese i suoi cavalli e tornò a casa.
“Papà, è arrivata la fortuna! Ti ho portato la penna dell’uccello grifone” “Ma tuo fratello dov’è che non lo vedo!” “Non lo so. Per cercare meglio abbiamo preso due strade diverse. Speriamo non sia rimasto preda delle bestie feroci”, disse ostentando preoccupazione.
Il re guarì e aspettava, giorno dopo giorno, il ritorno del figlio minore, ma invano perché era sepolto nel prato che da allora era eternamente in fiore. Passò molto tempo. Un giorno, sul luogo della sepoltura, un pastorello trovò un osso con il quale si costruì un flauto. Quando provò a suonarlo, ne uscì come per miracolo una struggente melodia:

“O Pastorino che in bocca mi tieni

suona pur tu che il cuor mi sostieni

mi hanno ammazzato nel prato in fiore

per una penna di uccello grifone”

Era l’anima dello spirito che ancora viveva, anche se il corpo del giovane si era consumato.
Presto il pastorello divenne famoso facendo sentire in giro per le fiere il suo flauto meraviglioso e la gente ne parlava. La cosa giunse all’orecchio del re che convocò il pastorello a corte. “Ho sentito che hai un flauto che canta da solo. Posso sentirlo?” “Subito, maestà”. E il pastorello iniziò a suonare. Quando il re sentì la melodia trasecolò. Riconobbe la voce del figlio e l’anima gli si riempì di dolore. Volle provare a suonare lui stesso il flauto.

“O padre mio che in bocca mi tieni

suona pur tu che il cuor mi sostieni

lui mi ha ammazzato nel prato in fiore

per una penna di uccello grifone”

Un terribile sospetto si annidò nella sua mente. “Portatemi qui il principe”, ordinò alla guardie. Appena arrivato lo obbligò a suonare il flauto.

“Fratello mio che in bocca mi tieni

suona pur tu che il cuor mi sostieni

tu mi hai ammazzato nel prato in fiore

per una penna di uccello grifone”

Il re aveva capito perché il suo figlio minore non tornava più. “Scegli il tuo castigo”, disse al figlio maggiore. Poi si ritirò in disparte a meditare sulla crudeltà della vita: era guarito ma era rimasto senza figli. E ancor oggi nelle fiere si racconta che tanti anni fa c’era un pastorello che meravigliava il mondo con il suo flauto fatto con un osso che cantava da solo.


( la versione scelta della fiaba è quella raccontata da Italo Calvino in antologia di fiabe italiane,è conosciuta anche come La penna dell'uccello grifone )


La Custode delle Storie propone per celebrare Samhain e la Verità racchiusa nelle Ossa :

Webinario :* Into The Darkness* Il Potere della Strega

La Loba, la Raccoglitrice di Ossa ci accompagnerà a Raccogliere le nostre Ossa perdute e dimenticate.
Le Ossa rappresentano la sostanza che non muore, che non si consuma; l'essenza selvaggia della nostra anima.
per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com
Cantiamo insieme le nostre Ossa e la nostra autentica Verità.

lunedì 16 ottobre 2017

* Il Potere delle Ossa* Passi nel terrifico verso Samhain



"In genere per le donne lasciar morire non va contro la loro natura 
ma solamente contro la loro educazione. 
La cosa può essere capovolta. 
Noi tutte sappiamo in los ovarios quando è il tempo della vita, 
quando è il tempo della morte. 
Magari cerchiamo di ingannare noi stesse per vari motivi, 
ma sappiamo."*

Samhain rappresenta il portale di accesso al Mondo Invisibile, spesso chiamato Regno dei Morti, esso è il luogo degli Avi, degli archetipi, lì dove è custodita la matrice di tutte le immagini che poi portiamo nel mondo visibile.
Le Ossa sono le chiavi che ci permettono l'accesso, esse sono la sostanza ultima, indistruttibile, ciò che rimane dopo esserci spogliati di tutte le cose di questo mondo.
La vecchia del deserto che canta sulle ossa, che porta di nuovo la vita, la Loba sarà la nostra guida sul Sentiero delle Ossa.
E' necessario che una donna arrivi alle ossa di sé stessa, nel deserto del luogo più ispido della sua anima perché possa incontrare la sua saggezza interiore e cantare la canzone che appartiene solo a lei, e tornare a correre nella sua vera natura di lupa selvaggia.


"Tutti noi cominciamo come un mucchietto di ossa abbandonate nel deserto. Sta a noi recuperare le parti. La Loba canta (usa la voce dell'anima) sulle ossa per scendere nell'amore grande e nel sentimento."*
Samhain celebra la fine e l'inizio, il soffio che sta tra l'uno e l'altro, il momento che avviene fra l'inspirare e l'espirare, il vuoto prima che sia pieno, il grembo umido e buio prima che la vita torni ad abitarlo.
Una delle iniziazioni più importanti delle antiche culture era quella dei vivi aldilà, molti libri sacri furono scritti con questo scopo, quello di istruire i vivi sulla morte; il Libro tibetano dei morti o Bardo Thodol, il Libro dei Morti egizio.
Evans Wentz, a proposito dell'iniziazione dei vivi al Regno di Ade scrive :
- E’ un processo d’iniziazione inteso a ricostituire la divinità che l’anima ha perduto con la nascita.
Morire in vita è dunque un tornare all'integrità delle Ossa, spogliarsi delle immagini che hanno creato la nostra carne e abitare per un momento la sostanza immutabile, indistruttibile, che non può morire.
Jung, commentando il Libro tibetano dei morti conclude :
-Il mondo degli dei e degli spiriti è l’inconscio collettivo in noi ma è anche al di fuori di noi.-
Liberarsi è tornare alle Ossa, questa è un'impresa eroica che tutti gli iniziati provano a compiere, Jung prosegue dicendo :
-Cerchiamo e troviamo le nostre difficoltà, cerchiamo e troviamo il nostro nemico, cerchiamo e troviamo ciò che è amato e prezioso, e fa piacere sapere che tutto il male e tutto il bene sono al di fuori, in un oggetto visibile dove è possibile superarli, punirli, annientarli e benedirli.-
L'iniziato che torna ad abitare la vita, torna trasformato, la morte è stata potente Maestra, egli sa che esiste un luogo dentro di lui che non può essere toccato dalla morte, dal dolore, dal tempo.
La Morte non esiste? è un'illusione percettiva così convincente che solo pochi iniziati hanno conosciuto la verità?
E' anche essa parte dell'inconscio collettivo?
Forse il Potere delle Ossa consiste nello svelamento della nostra natura Immortale, forse il segreto è custodito nei luoghi della Morte perchè solo attraversandoli potremo svelarli e riconoscerci Immortali.


Emanuela Pacifici
* citazioni dal libro Donne che corrono coi lupi - Clarissa Pinkola Estès


La Custode delle Storie propone per celebrare Samhain

il webinario: percorso guidato che potrete fare da casa
* Into The Darkness : Il Potere della Strega *
attraverso un percorso guidato online conosceremo la Donna che canta alle Ossa, Raccoglieremo le nostre Ossa e torneremo ad abitarle.
il webinario comprende :
1 Mp3 Viaggio Immaginale *La Caverna della Loba*
2 Rituale * La Raccoglitrice di Ossa*
3 Mp3 Viaggio Immaginale *Il Canto della Loba*

per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com

mercoledì 11 ottobre 2017

* Il Re Scorpione: Trasmutare il Veleno in Farmaco *


Nel buio profondo di noi stessi chi è Sovrano?
Chi abita le nostre viscere? 
Qual'è il nostro volto invisibile?
L'altra faccia dell'amore è sempre amore, Ade è fratello di Eros*, è il Maestro Alchemico. 
Ade separa, attraverso il fuoco Solare, cuoce le sostanze infime, esso è Il Grande Alchimista, nel suo Regno inizia la Grande Opera a cui ogni umano è chiamato :
" L'alchimia è la disciplina in cui l'individuo usa la macchina per raffinare diverse sostanze, combinandole, separandole e trattandole con vari mezzi durante un lungo periodo di tempo, mediante l'uso del calore lento, producendo nella macchina una mutazione elettrica e chimica, che è solo l'indicatore di una mutazione interna molto più profonda, che riguarda il sè essenziale." ( E.J. Gold)
Ade, il cui nome significa "Invisibile" apre le porte del laboratorio alchemico che ognuno di noi abita, il luogo delle emozioni negative, delle forme pensiero condizionate, i luoghi di schiavitù dell'individuo per riportarlo alla sua Vera Natura di Essere Libero.
La prima fase della Grande Opera è la Nigredo, l'annerimento, la disgregazione della materia animale, come per ogni opera di trasmutazione ciò che prima era vivo deve morire per poter permettere al Vero Sè di emergere.
Lo Scorpione ci accompagna nelle terre desolate dei nostri limiti illusori, ci avvelena per portare la morte di tutte quelle sostanze che annebbiano i nostri occhi e sensi, ci lascia putrefare nelle nostre stesse creazioni di paura e angoscia e poi permette al Veleno di divenire Farmaco trasmutando l'illusione della schiavitù in Liberazione.
Il Dono di Ade è la resurrezione, ci restituisce alla nostra Vera natura di esseri Immortali, deponendo le nostre spoglie trasmutate fra le braccia di Eros suo fratello.

"Finché non saprai come morire e poi rinascere, rimarrai un viaggiatore infelice su questa terra oscura" ( Goethe)

Emanuela Pacifici

La Loba sarà la nostra Guida nel regno invisibile,
la donna delle Ossa,
ci accompagnerà nella nostra trasmutazione alchemica
La Custode delle Storie vi invita a celebrare Samhain attraverso il webinario :
* Into the Darkness : il potere della Strega * percorso guidato online che vi permetterà di celebrare anche da casa.
per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com

mercoledì 4 ottobre 2017

* Il terrifico, iniziazione alla selvatichezza : imparare a guardare il non-bello *


Che cos'è il non-bello?
La nostra segreta fame di essere amati è il non-bello.
La nostra negligenza quanto a lealtà
e la nostra devozione sono poco attraenti,
il nostro senso di separazione dall'anima è scialbo,
i nostri bitorzoli psicologici, le inadeguatezze,
gli equivoci e le fantasie infantili sono il non-bello.*


Nella natura non esiste il brutto, non c'è uno stato naturale delle cose che non sia bellezza, anche nell'immagine che all'occhio umano può sembrare macabra della putrefazione, dello scheletro, della morte, è insita una bellezza selvaggia, forte e potente, che rimanda alla forza della Vita.
Il non-bello è una creazione della mente umana che giudica terrificante tutto ciò che è legato alla morte: ossa, scheletro, vecchiaia, decadenza.
L'anima sa che la morte non esiste, il vero sè riconosce nelle Ossa il potere dell'immortalità che è la sua autentica natura, ed ecco che nelle fiabe, nel racconto, nel mito, il terrifico non è cattivo ma saggio, rappresenta la Que Sabe, Colei che sa.
La Loba, la Donna delle Ossa è una iniziatrice terrifica, è una Que Sabe," è circospetta, spesso pelosa, sempre grassa", compagna di Baba Jaga, di Ecate, Berchta, di tutte le manifestazioni della guida nel mondo invisibile.
Il femminile ( e non le donne, ma il femminile presente anche negli uomini) è chiamato in una delle prime iniziazioni ad incontrare il terrifico: Vassilissa per ritrovare il fuoco perduto deve cercare la Baba Jaga, "l'amo del pescatore scese nell'acqua e si impigliò nelle costole della Donna Scheletro", chi si è perduto nel deserto se è fortunato può incontrare la Loba.
Il non-bello irrompe negli occhi e sconvolge le immagini che fin'ora ci hanno guidato nel mondo visibile, il non-bello strappa i preconcetti, le programmazioni e ci spinge a cercare il fuoco nonostante l'odore di putrefazione, ci spinge nella caverna nonostante la paura del buio.
Il non-bello custodisce il segreto prezioso della Bellezza che non è una qualità umana ma dell'anima e che non risponde alle leggi dell'uomo ma alle leggi dell'immutabilità.
Essa non passa, nè muore, tutt'al più può non essere subito riconosciuta, può essere nascosta, può decidere di mascherarsi ma per chi supera la paura ed entra nella grotta, per chi si affida al richiamo dell'ululato selvaggio, per chi ha occhi per vedere ed orecchie per udire ecco che Appare e ci sveglia dagli incantesimi della mente, rivelandosi sempre e ovunque.
Il terrifico ci insegna ad aprire gli occhi e vedere la bellezza e la vita, anche dove a prima vista ci pare di vedere morte e paura.

Emanuela Pacifici

La Custode delle Storie propone il webinario 


* Into The Darkness : Il Potere della Strega*

attraverso questo percorso guidato in mp3 potremo imparare a guardare il non-bello
e riconoscere il potere selvaggio della Strega.
Il webinario comprende:
1 Mp3 * La Caverna della Loba* Incontriamo la Loba, la nostra guida terrifica nel Mondo dell'invisibile
2 Rituale della Raccolta delle Ossa, ascoltiamo, ricomponiamo, amiamo la Storia che le nostre Ossa raccontano
3 Mp3 * Il Canto della Loba*

E' un percorso consigliato anche per celebrare da casa Samhain 
per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com

 


*Clarissa Pinkola Estes- Donne che corrono coi lupi


lunedì 2 ottobre 2017

Nascita di una Regina * Racconti dal Regno di Ade *


Il mondo di sotto è il mio tempio.
E' la mia parte sensuale, il contatto tattile con tutto ciò che è al di sopra e al di sotto, dentro e fuori.
Il santuario del mio incontro appassionato con le profondità dell' abbraccio del mio amante.
Comprendo la complessità delle voglie selvagge, le decisioni appassionate , che richiedono abbandono.
Io non sono una vittima o una concubina.
Sono Regina , io sono quella che ha scelto di mangiare i semi di melograno.
Non sottovalutare il potere feroce dei desideri di una fanciulla.
Volevo diventare regina degli inferi, la nave tra i regni, salendo la scala tra luce e il buio, l'unico posto in cui nessuno poteva accompagnarmi.
Possiedo profondamente la mia esistenza- si può dire lo stesso per te?

Melissa Weiss Steele

giovedì 21 settembre 2017

* La voce dell'autunno *


21 Settembre 2017

E' l'equinozio d'autunno esco a raccogliere foglie cadute, voglio usarle per creare il mio albero personale della gratitudine. Su un lato delle foglie scriverò ciò che lascio andare, sull'altro lato ciò che accolgo e di cui sono grata. Forse, poi, le soffierò nel vento.
Porto con me il libro di Julia Cameron ' La via dell'artista' che in questo periodo mi sta aiutando a liberare da tutti gli schemi mentali il mio artista-bambino, forse troverò il tempo per fare uno degli esercizi consigliati per questa settimana.
Il mio albero preferito m'aspetta come sempre e come sempre io mi siedo ai suoi piedi, mi lascio abbracciare dalla sua grandiosa presenza.
" Scrivi una lettera a te stessa oggi, immaginando di avere ottanta anni", consiglia Julia.
Non ho da scrivere, ma chiudo gli occhi e lascio che le parole dal futuro arrivino a me :

Cara Emanuela,
ti scrivo seduta sotto quella veranda che hai tante volte immaginato. Lo vedo il mare da qui, l'ascolto e d'autunno è ancora più bello e prezioso. Permettimi di cullarti un pò, permettimi di portare via un pò di pensieri. Quanto pensi. Pensi troppo, t'incastri nei meccanismi della mente e perdi di vista il flusso che sempre ti guida.
Ora respiriamo un pò di mare insieme, da qui riesco a vederne la vastità.
Che importa al mare di quell'onda?
Che importa Emanuela, è solo un'onda che passa, lasciala passare, fatti attraversare e poi guardala andare via. Da qui ti vedo, vedo le tue paure, i tuoi dubbi, vedo il tuo sguardo chiuso su te stessa.
I piccoli drammi, i piccoli piaceri, la piccola storia di un'onda.
Certo è, che tutto è molto più grande. Non permettere al tuo sguardo di incastrarsi lì a cercare cause e soluzioni.
Lo senti il respiro del mare? Ah, è ampio.
Hai paura del futuro, temi i colpi di coda della vita, gli imprevisti. Ti barrichi dietro le esperienze del passato come fossi un reduce di guerra traumatizzato.
Più ti difendi, più alzi muri, più il tuo sguardo perde la dimensione ampia dell'anima, si riduce a guardare sempre e soltanto una piccola personalità continuamente in lotta e messa alla prova dalla vita. Da qui, da dove guardo il mondo ora io, l'orizzonte è aperto, espanso.
Tutto ha avuto motivo d'essere, ora lo so, anche l'angoscia e la paura.
Mi sposto al sole, il suo tocco è morbido e dolce in questa stagione, mi piace lasciarmi sfiorare il viso, gli occhi, il cuore. Gli alberi hanno già intessuto un caldo tappeto di foglie in giardino, ho imparato a non spazzarle via, a rispettare la vita che accade sotto.
Gli alberi avranno paura dell'autunno?
Un passero zampetta fra le foglie scricchiolanti, cerca sotto la coperta di foglie.
Tutto passa, tutto ciò che viene porta qualcosa in dono e richiede di avere altro da portare via.
L'esistenza non si ferma mai, brulica anche dove non riesci a vedere, sotto le foglie morte c'è tutto un mondo nuovo che sta nascendo.
Non aver paura delle foglie che cadranno, lascia che l'autunno accada, i mondi nuovi hanno bisogno di tappeti di foglie che li proteggano mentre stanno per venire alla luce.
Torno a respirare il mare, ah, senti come è ampio il suo respiro.
Ciao Emanuela, fidati della vita.


domenica 10 settembre 2017

Persefone * Racconti dal Regno di Ade *




Fu in un giorno come questo che Ade mi rapì, mentre nei campi le messi attendevano di esser riposte, mentre Demetra benediva il raccolto.
Mi rapì la bellezza del fiore ma di più amai le sue radici che affondavano nella scura terra.
Avevo imparato da mia madre a far germogliare i semi, a portare fertilità sulla terra ma non conoscevo altro che la superficie delle cose, i miei occhi, le mie mani cercavano la profonda essenza.
Ade, deve aver percepito il mio desiderio di profondo, per questo rischiò l'ira di Demetra per condurmi lì dove affondano le radici di tutte le cose.
Fu un viaggio spaventoso, non nego che Lui m'apparve come un incubo, troppo profonda pareva la terra e troppo oscura. Io ch'ero abituata alla luce del sole non comprendevo la bellezza dell'ombra.
Ci volle molta pazienza. Ade sa aspettare. Non ero prigioniera, questo no, forse un pò mi incantò, ma ero lì per mia volontà. Lui era il mio bosco oscuro, era il mio passo fuori dal confine, era eccitante e pericoloso. Ero vergine, vergine alla vita, solo figlia quando mi prese. Rapire sembra un reato, prese è più corretto. Qualcuno mi domanda ancora, lo amavi? Lo amavo, lo amo, come si ama l'essenza delle cose, come si ama l'invisibile humus che nutre la vita di superficie. Certo, potevo starmene a saltellare per i campi, potevo godermi il privilegio di essere figlia di una potente Dea, avrei potuto si, ma l'anima del mondo non è solo apparenza; è profondità nascosta e misteriosa.
"T'inganno con il melograno", altri pensano di sapere, non fu inganno almeno quanto non fu rapimento, Ade ha i suoi metodi che non appartengono al regno degli uomini.
Ade sente il profondo, i desideri dell'anima, e li avvera. Così a noi esseri di superficie appare inganno quello che è nutrimento e rapimento quello che Lui chiama invito.
Fui invitata e nutrita col cibo dei morti, poiché morti sono coloro che ancora non appaiono o non appaiono più. Ogni futuro ha le radici nel regno di Ade.
Ora torno ogni tanto in superficie poi però è nell'invisibile che trovo nutrimento e ispirazione.
Nessuno può rimanere innocente per sempre, nessuno può pensare di vivere davvero senza morire un po qualche volta.

Emanuela Pacifici



lunedì 4 settembre 2017

* Il recupero della pelle/anima * rituali fiabeschi di Luna Piena




Mentre preparo la valigia per un breve ritiro di fine estate, mi viene in mente che il 6 Settembre per la Luna Piena in Pesci sarò al mare e non posso fare a meno di pensare che sarà il momento perfetto per il mio annuale bagno di Luna Piena.
Questa è una piccola magia fra me e la mia natura acquatica, succede sempre, almeno una volta all'anno, nonostante io viva piuttosto lontano dal mare, che mi ritrovi in Luna Piena ad offrire un piccolo dono all'acqua.
Cerco qualcosa da mettere in valigia come offerta e il libro "Donne che corrono coi lupi" si affaccia come messaggio chiaro e diretto dalla tasca dove l'avevo riposto. 
Il mare, la Luna Piena in Pesci e il segnalibro fra le pagine della fiaba Pelle di Foca fanno il resto, eccomi a scrivere la mia offerta al mare.
Pelle di Foca così come la Sirenetta di Andersen raccontano la perdita della vera essenza di sè, della pelle o della coda di pesce, un sacrificio per ottenere in cambio la soddisfazione del bisogno egoico di essere approvate e amate.
Clarissa Pinkola Estès scrive, parlando di Pelle di Foca :
*"Perdiamo la pelle anima lasciandoci troppo coinvolgere dall'Io, diventando troppo esigenti, perfezioniste, o facendoci senza necessità martirizzare, o lasciandoci trascinare da un'ambizione cieca , o abbandonandoci all'insoddisfazione- per noi stesse, la famiglia, la comunità, la cultura, il mondo- senza fare o dire nulla, o pretendendo di essere una fonte inesauribile per gli altri, o non facendo tutto il possibile per aiutarci. Le maniere di perdere la pelle-anima sono tante quante sono le donne del mondo."*
La mia offerta è la falsa pelle o le gambe umane che ho avuto in cambio della mia vera identità.
Scrivo la mia lista di qualità-caratteristiche che consegnerò al mare, gli aspetti della personalità di facciata che rispondono ai bisogni del mondo ma che non sono la mia Vera Pelle.
Lentamente mi spoglio nuda, nuda dei ruoli; moglie, madre, scrittrice, sorella, figlia, amica.
Lentamente appare la mia pelle, la pelle-anima.
Mi immergo ancora prima di annusarlo il mare nel mio abisso personale, molte voci tentano di distrarmi, mi richiamano in superficie; "devi andare a prendere la lista dei libri prima di partire", 
"devi telefonare per quell'appuntamento dal dentista e rimandarlo", "devi ricordarti di mettere in valigia ...".
*Il furto aggravato della pelle di foca avviene in modo molto più sottile attraverso il furto delle risorse e del tempo di una donna.*
  Non ascolto, non mi lascio catturare, so che adesso ho bisogno di tornare ad essere sirena, ho bisogno della mia coda di pesce e il mondo di superficie non mi incanta.
C'è un'unica voce a cui presto attenzione, la voce che viene da Casa, dal luogo profondo e quieto dove so di ritrovare ispirazione, meraviglia, nutrimento.
Ho passato troppo tempo lontano da Casa. Sorda e cieca. Persa nel bisogno di essere brava in ogni ruolo perchè solo così potevo sperare di essere amata. Ho ceduto per troppo tempo la mia coda di pesce, la pelle di foca.
* Non temere di non sapere. In varie fasi ed epoche della vita così deve essere. Questo tema delle favole e dei miti ci invita a seguire il richiamo anche quando non abbiamo la più pallida idea di dove andare, di quale direzione prendere, e per quanto tempo. Sappiamo soltanto che dobbiamo alzarci e andare a vedere. Per un po', vagando alla ricerca di ciò che ci chiama, può capitarci di incespicare nell'oscurità ma, siccome siamo riuscite a non escluderci la possibilità di essere chiamate dal selvaggio, invariabilmente finiremo con l'inciampare nella pelle di foca. *
Scrivo la mia lista come respirassi sott'acqua utilizzando le pinne per scendere in profondità e la natura umana per riemergere.
La donna mediale, la chiama Clarissa Pinkola Estès, colei che sta fra il mondo della realtà consensuale e quella dell'inconscio mistico, e media fra i due. (...) E' colei che partorisce nuove idee, scambia quelle vecchie con altre innovative, trasla fra il mondo del razionale e quello dell'immaginario.
Spogliandomi dei personaggi interpretati recupero lentamente la mia pelle-anima, ho la mia offerta da lasciare al mare adesso, e il mare m'ha già dato il suo dono, perchè come diceva Jung :
" Quando lo spirito si appesantisce si trasforma in acqua. Pertanto la via dell'anima, porta all'acqua".
Buona Luna Piena 
che torniate ad essere sirene o foche, che vi sia restituita la vostra pelle-anima.

Emanuela Pacifici

* citazioni dal libro Donne che corrono coi lupi - Clarissa Pinkola Estès

martedì 29 agosto 2017

* Il Dono dell'Invisibilità* la chiave del mondo delle storie



:-  Per raccontare le storie devi farti invisibile.
Il fuoco aveva consumato tutta la legna, crepitava ancora avvolgendo un tizzone rovente, mi lacrimavano gli occhi, forse per via del fumo, forse perchè la mente tentava inutilmente di afferrare il concetto di invisibile.
:- Invisibile? cioè trasparente? 
:- Non visibile, tu non devi apparire. Altrimenti racconterai solo e soltanto la tua storia. Devi smontare qualsiasi personaggio hai costruito. Ogni identità. Allora sarai invisibile e potrai entrare nel mondo delle storie.
:- Tu puoi aiutarmi?
La vecchia ripose nella tasca del consunto grembiule il gomitolo con il quale aveva fino a quel momento tormentato il gatto facendolo girare e saltare senza mai concedergli di sfiorare la finta preda.
:- Ti sto aiutando. Questa è la chiave della porta del mondo delle storie, l'invisibile è la chiave.
Se appartieni al mondo non potrai entrare; solo l'invisibilità, la rinuncia ad apparire, alla tua importanza personale può condurti oltre il confine.
:- Quindi per raccontare storie non devo più essere io?
:- Io chi? - la donna sorrise accarezzando lentamente il folto pelo rossiccio del gatto che s'era accoccolato fra il suo ventre e il tepore del fuoco.
:- Io, Io.
:- Tu sei sicura di essere Io?
Scossi la testa, strizzando gli occhi.
:- Mi confondi.
:- Se davvero fossi certa di chi è Io non ti confonderesti.
:- Stai giocando?
:- Si, anche. Gioco. Per diventare invisibile devi sapere giocare, sai giocare?
:- Per me questa è una cosa seria!
Le parole mi scapparono dalla bocca, dure, fredde, tanto che il gatto saltò via dal grembo della donna.
:- Anche per me, per questo gioco. Non diventerai invisibile se dai troppa importanza a quello che sei e a quello che appare, se non sai giocare a cambiare ruolo, se non sai spogliarti e ammettere di non essere quello che chiami Io, non otterrai il dono dell'invisibilità.Vedi il gatto ora?
:- No.
:- Lui è scomparso, è invisibile. E' diventato il mobile dietro il quale si nasconde e se non sei invisibile come lui non lo troverai.
Le storie sono invisibili, non appartengono al mondo del manifesto, se non assumi la loro stessa sostanza non puoi oltrepassare la porta.
:- Quindi devo giocare alla donna invisibile.
La vecchia rise sonoramente.
:- Devi giocare ad essere e diventare quello che devi raccontare. Raccontami il fuoco.
:- Il fuoco?
:- Si, la storia che ti sta raccontando il fuoco di questo focolare.
:- Crepita, scoppietta, sfuma e si nasconde fra le crepe del legno.
:- E' una storia? è quello che hai visto,non l'invisibile. Ora diventa invisibile e dai voce al fuoco.
Chiusi gli occhi e dimenticai chi ero, cosa volevo, semplicemente ascoltai e la voce del fuoco mi inondò la gola, iniziai a raccontare il ricordo di una scintilla, quando la vecchia mi fermò bruscamente
:- Chi sei?
:- Sono il fuoco- risposi.

Emanuela Pacifici







Immagine René Magritte, il pensiero che vede

domenica 20 agosto 2017

* Di come un'eclissi, uno specchio di ossidiana e un eroe salvarono il mondo dalla guerra*



C'era una volta un eroe
da cosa si riconosce un eroe, direte voi?
Dal cuore impavido e dal fatto che aveva accettato di compiere un lungo viaggio, lontano dal suo regno e dalla sua vita comoda e ordinaria, per cercare un tesoro.
Era un vero eroe.
L'unico indizio che aveva ricevuto prima della partenza da una pietra parlante, era stato quello di cercare nell'ombra. Il tesoro era molto importante per l'eroe, il suo regno era stato colpito dall'oscuro sortilegio dell'apparenza lanciato dal potente Mago nero, che per impadronirsi del trono, aveva incantato tutto il popolo facendo apparire buono ciò che non lo era e cattivo ciò che fino ad un momento prima era stato considerato una benedizione.
Così, il re amato da tutti, fu presto esiliato nella foresta e il Mago nero salì sul trono.
L'eroe era in realtà un mercante che viaggiava molto e grazie alla lontananza da casa era sfuggito al sortilegio dell'apparenza. Al suo ritorno aveva trovato il regno completamente avvolto dalla nube della malvagità. Tutti cercavano di fare del proprio meglio per apparire migliori, anche se questo significava compiere azioni malvagie. Il sovrano stesso incoraggiava ogni sorta di ingiustizia così anche lui appariva ai suoi occhi e agli occhi degli altri, degno di stima e rispetto.
L'eroe come unico superstite fu convocato dal re esiliato, mentre il sovrano buono, rinchiuso in una torre al centro della foresta, gli affidava la sua missione, l'eroe si accorse che ogni cosa aveva una voce. 
La pietra gli consigliò di cercare nell'ombra, l'albero aiutato dagli insetti tessitori creò per lui un mantello fatto di tela di ragno che gli avrebbe garantito l'invisibilità e il ruscello spinto dal potente vento delle montagne tracciò per lui un percorso lungo la foresta.
Il viaggio del nostro eroe durò molti anni, più di venti, dicono alcuni. Ogni tanto riceveva notizie della crudele sorte del suo regno, il Mago nero non faceva altro che dichiarare guerra ai regni vicini, sembrava addirittura che avesse costruito un altissimo muro per non permettere a nessuno di entrare nel suo regno. L'eroe cercò il tesoro in ogni buio anfratto, nelle più scure caverne, invisibile a tutti riusciva ad entrare anche nei luoghi segreti, seguiva con costanza e incrollabile fiducia il corso del fiume. 
Finché nel mezzo di una giornata di splendente sole, uno strano fenomeno celeste avvenne sotto i suoi occhi. Il sole divenne nero, tutto i oscurò, calò un lungo e innaturale silenzio e il lago davanti al nostro eroe rifletté l'oscura sfera celeste. L'eroe nonostante lo stupore e la paura, si tuffò nel lago proprio dove il sole nero era riflesso e si lasciò inghiottire dalla profonda oscurità dello specchio d'acqua. Proprio sul fondo, uno sbrilluccichio attirò l'attenzione dell'eroe che si spinse più a fondo che poteva, senza fiato, con il terrore di annegare e la forza di chi crede di poter cambiare il mondo.
Afferrò il tesoro e poi si abbandonò alla corrente che privo di sensi lo depose sulle sponde del lago.
Quando l'eroe si risvegliò da quella che parve una caduta nell'abisso, il cielo era illuminato dal sole splendente, accanto a lui c'era uno specchio nero arricchito da una sontuosa cornice d'argento. L'ero si accorse che il fiume che l'aveva condotto fin lì si univa al lago terminando il proprio viaggio, come lui, in quel luogo. 
Passarono ancora molti anni ma l'eroe riuscì a tornare a casa, mostrò al re ancora imprigionato il suo tesoro.
:- Uno specchio di ossidiana, è un potente oggetto magico! ora va e libera il mio popolo!
La terra che accolse il ritorno del nostro eroe era una terra devastata da guerre e morte, tutti gli abitanti erano stati addestrati ed ora non avevano altro scopo che uccidere e saccheggiare gli altri regni e il Mago nero era divento il signore della guerra.
L'ero camminò fino al campo di battaglia dove il Mago ed i guerrieri festeggiavano l'ultima sanguinosa vittoria, scelse una collina che gli permetteva di osservare ogni cosa senza essere visto, sollevò lo specchio di ossidiana verso il sole splendente, di nuovo il sole divenne nero, un'onda silenziosa sembrò scuotere la terra e le profondità di ogni essere vivente.
Dal profondo lago dell'anima di ognuno emerse ciò che non voleva essere visto, si udirono urla di terrore, pianti di pentimento, il sortilegio era spezzato.
Il mago vide la propria malvagità ma quello che lo uccise fu vedere una scintillante goccia d'amore in quell'oscuro abisso della sua anima.
Alcuni non riuscirono a guardare nelle profondità di se stessi e così come il Mago persero la loro vera occasione di vittoria, altri si perdonarono, altri ancora iniziarono una nuova guerra questa volta contro la propria ombra.
Il re esiliato tornò a regnare, lo specchio di ossidiana sciolto l'incantesimo si frantumò in mille e mille pezzi uno per ogni abitante del regno.

Emanuela Pacifici


Ade, il Re scorpione e la Grande Iniziatrice : Ecate, la Signora delle Porte, la Loba, la Raccoglitrice..

 " E' necessario che trasliamo la nostra coscienza nel punto centrale,  nel Sole, da dove possiamo osservare i comportamenti...