giovedì 4 gennaio 2018

*La Regina che divenne Befana*





Questa è una storia che quasi nessuno conosce, può essere sbirciata qua e là, ne raccontano i popoli nelle leggende e qualche artista ha voluto regalarmi un attimo di notorietà.
Io sono il quarto Magio, e in verità sono una Regina.
Fu il viaggio più lungo della mia vita quello che feci con Melchiorre, Caspare e Baldassarre, il deserto non è il luogo più ospitale del mondo ma appena la notte scendeva e la cometa brillava nel cielo ogni disagio patito durante il giorno era sostituito da un richiamo prodigioso che ci sostenne per tredici lunghe notti.
Portammo Oro, Incenso, Mirra e Miele, i doni che lo Spirito Instilla nell'Essere Risvegliato.
Io portavo Miele, grandi vasi di terracotta donati dal mio popolo giunsero al Re dei Re.
L'oro lo donò Melchiorre, il più anziano, mise nelle mani del Bambino Divino la saggezza del passato.
Caspare, il più giovane, si inginocchiò donando l'incenso, la transitorietà di ogni istante.
Fu allora il turno di Baldassare, la mirra fu il suo dono, il futuro che attende ogni uomo, il ritorno alla Divinità.
Ero distratta io, il neonato aveva occhi saggi e sorriso visionario, non riuscivo a distogliere lo sguardo da quella creatura così luminosa. Un servo mi scosse dall'incantesimo ricordandomi il mio turno.
:- Ecco il Miele mio Signore, viene dalle terre d'Egitto, io sono la Regina Epifanèia, vengo a portare nutrimento al corpo e allo spirito, vengo a portare l'Adesso, il tempo Eterno .
Si, lo so, mi hanno fatto cavalcare scope e riempire calze di dolciumi, ho invece donato al Re dei Re la dolcezza dell'Eternità, il luogo dove l'abbondanza, il nutrimento, la ricchezza non smettono mai di nutrire il corpo e lo spirito.

Emanuela Pacifici

ps Questa èuna fiaba, non ha valore storico, non è scritta in nessun libro sacro, nasce dalla mia immaginazione.


immagine Adorazione dei Magi - Gentile da è Fabriano

mercoledì 20 dicembre 2017

* C'era una volta, una Stella Cometa...* Racconti di Natale




Più di tutto, più della grotta, dei pastori, della neve nel deserto, più del bue e dell'asinello, più di tutto, ciò che sempre mi stupiva nel presepe era quella stella sospesa sulla capanna di corteccia d'albero.
Stava lì ad osservare tutto quel trambusto, c'era anche la botteguccia del falegname e il pastore inginocchiato e lei non faceva altro che illuminare tutto con la sua coda scintillante.
Da piccola io volevo essere stella cometa, me lo ricordo ancora, chiesi alla maestra che voleva farmi fare la pastorella di essere stella cometa. In quel presepe io volevo starmene bella e splendente nel cielo pieno di piccoli diamanti a sfoggiare la mia coda scintillante.
"La stella cometa- disse- non è un ruolo, quella la facciamo di cartone."
Fu terribile, per me la stella cometa era la protagonista del presepe, io non avevo mai visto un presepe senza stella cometa, non poteva esistere, e Gesù compariva solo ad un certo punto ( che spesso, bisogna dirlo, dimenticavamo pure di metterlo la notte del 24 dicembre e alla Befana quando apparivano i Re Magi che ne mancava sempre qualcuno, ci accorgevamo che la culla era ancora vuota! e mia mamma correva a cercare il bambinello) ma la stella cometa no, lei non mancava mai, lei non poteva mancare.
Feci la pastorella, nel deserto di cartone coperto di palline piccolissime di polistirolo, e per tutto il tempo guardai la stella e mi chiedevo come mai tutti parlavano di miracolo per la nascita di un bambino e non per la neve che era scesa nel deserto, forse perchè quel bambino era nato biondo con gli occhi azzurri, forse era questo il miracolo di cui parlavano.. nel deserto c'era la neve, una stella con la coda scintillante era ferma sulla nostra testa e un bambino bianco e biondo veniva al mondo, di miracoli io ne vedevo più di uno.
La sognai pure la stella,  aveva occhi e bocca e mi raccontò la sua storia, non lo dissi a nessuno, non avrebbero capito, per loro la stella cometa, non era un ruolo, era di cartone..
C'era una volta, una Stella Cometa,
viaggiava per lo spazio, viaggiava e scintillava, non faceva altro che illuminare il cielo.
Si, certo, lo sapeva di essere molto bella, perchè dall'alto ogni tanto si fermava ad osservare le teste degli uomini rivolte al cielo e orgogliosa della sua coda luccicosa ricominciava a viaggiare.
Arrivò nel deserto e s'accorse che c'era la neve, era passata tante volte sul deserto ma mai mai aveva incontrato la neve così si fermò ad osservare quello strano fenomeno, tanti pastori e anche dei Re con cavalli e cammelli s'erano radunati per non perdersi lo spettacolo di quell'evento così raro.
Poi la stella si stancò, finchè viaggiava non sentiva la fatica ma ferma si stancava presto, così s'appoggio ad una grotta aspettando che la neve si sciogliesse e fiorisse il deserto.
Era questo che aspettavano tutti quella notte?
Sentì il pianto di un bambino, la stella amava tanto i bambini, s'affacciò alla grotta e pose un bacio scintillante sulla fronte di quel piccolo essere umano, si chiamò Gesù e da allora raccontò a tutti di come possa nevicare in ogni deserto, di come una stella cometa possa illuminarti gli occhi e far scintillare il cuore.
La stella riprese il suo viaggio felice per aver lasciato un po della sua luce sulla Terra, come ogni anno a Natale.

Emanuela Pacifici





immagine Alexandra Dvornikova

domenica 3 dicembre 2017

L'inizio del mondo * in un abbraccio




" Eva posò le narici sul torace di Adamo. Respirò il suo odore. Adamo affondò la mano nei capelli di lei, e anche lui respirò il suo odore.“È strano,” disse Eva, “mi piacerebbe poter tornare nel tuo corpo, nella costola dalla quale dici che sono venuta. Vorrei che non ci fosse la pelle a separarci.”Adamo sorrise e la strinse ancora più forte. Anche a lui sarebbe piaciuto, disse sfiorandole la spalla con le labbra. Desiderava mangiarla come fosse il frutto proibito. Eva sorrise. Gli prese la mano e uno dopo l’altro s’infilò in bocca le sue dita, le strinse tra le labbra, le succhiò. La pelle salata di lui conservava ancora il sapore del fico. Adamo la guardava stupito da quel gesto, mentre il calore dolce e umido della bocca di lei gli avvolgeva le dita come un mollusco acquatico. Eva avrà dentro il mare? Il mare sarà stato anche dentro di lui? Cosa poteva essere, altrimenti, l’ondata che sentiva pressare nel basso ventre, che gli saliva per le gambe e gli esplodeva nel petto facendolo sospirare? Quella sensazione era talmente intollerabile che Adamo ritirò la mano e posò la testa nella curva del collo di lei. Eva sollevò il capo e sospirò, e così facendo rovesciò indietro la testa. Lui si accorse che aveva gli occhi chiusi e le accarezzò dolcemente il seno, sorpreso dalla brillantezza, dal colore e dalla consistenza delle piccole areole rosate che tutto a un tratto si erano inturgidite, proprio come il suo pene, che all’improvviso, come guidato da una volontà propria, aveva perso il suo consueto aspetto rilassato per ergersi come un dito sproporzionato che indicava inequivocabilmente il ventre della donna. Lei, con il corpo teso, cedette al desiderio di baciare Adamo dappertutto e di lì a poco, sul pavimento della grotta, erano una sfera di gambe e braccia e mani e bocche che si cercavano tra gemiti e risatine. Si toccarono piano, per scoprire e sorprendersi, poco a poco, di ciò che i loro corpi ora offrivano: le umidità nascoste e le erezioni insolite, l’effetto magnetico delle bocche e le lingue annodate come passaggi segreti dove le onde dell’uno si frangevano sulla spiaggia dell’altro. Per quanto si toccassero non riuscivano a placare il desiderio, e quando ormai erano due focosità bagnate di sudore, Adamo sentì l’irresistibile impulso di piantare in lei il germoglio verticale che si ergeva nel centro del suo corpo, ed Eva, che finalmente aveva compreso, capì che doveva aiutarlo, che la sorprendente appendice comparsa tra le gambe di Adamo voleva entrare in lei. Quando finalmente fu dentro, Adamo ed Eva provarono insieme l’emozione travolgente di tornare a essere un corpo solo e seppero che fino a quando fossero rimasti così non si sarebbero più sentiti soli. Anche se non avessero più potuto parlare e le loro menti si fossero svuotate, avrebbero potuto stare insieme e comunicare senza bisogno di parole. Pensarono che era sicuramente questa la conoscenza di cui parlava il Serpente. Cullandosi l’un l’altro, tornarono al Nulla e i loro corpi, finalmente liberati, si riprodussero per segnare l’inizio del mondo e della Storia."

** 
Cos'è che ha dato inizio al mondo? Un incontro, un abbraccio, ha dato inizio al mondo.
Adam in ebraico significa umanità, dall'umanità siamo emersi tutti, dal fango e dal sangue creati dalla creta della Terra, costole di un solo corpo di Dio, l'umanità.
Tornare ad immergersi nell'umanità, per scoprire di essere solo insieme, tutti insieme Dio.
No, non è io dio, dio siamo noi, senza un noi non esiste dio ma una piccola personalità piena di mente che vaga in cerca di qualunque illusione che possa salvarla dall'inferno della separazione.
L'inizio del mondo è un abbraccio tra me e Adam, un abbraccio all'umanità.

Buona Luna Piena 
Emanuela Pacifici



L'INFINITO NEL PALMO DELLA MANO di Gioconda Belli

mercoledì 25 ottobre 2017

* Iniziazione nella Selva Subterranea : la discesa nel mondo sotterraneo della conoscenza femminile*


" La Selva subterranea 
è il mondo sotterraneo
 della conoscenza femminile. 
E' un mondo selvaggio 
che vive sotto questo mondo, 
sotto il mondo percepito dall'io. 
Là ci vengono infusi un linguaggio e
 una sapienza istintivi. 
Da questa postazione privilegiata
 ci rendiamo conto 
di non poter essere
 tanto facilmente comprese
 dal punto di vista
 del mondo di sopra."*


Cosa significa discendere negli inferi?
Il passaggio nel Regno dell'Ombra è in realtà un percorso arcaico di guarigione e rinascita, il mondo di sotto è il luogo dove avviene ogni Trasformazione.
Cosa si nasconde di così prezioso nel Mondo dell'Ombra da essere un così potente richiamo nel mito di tutte le iniziazioni femminili? ( ricordiamo la discesa di Isthar e Inanna così come quella di Iside e Persefone). Nella selva subterranea guariamo dalle idee preconcette, dal giudizio del bene e male, dalle paure antiche, guariamo dal bisogno di controllo con cui continuamente limitiamo la nostra vita, e in ogni discesa ( perchè nella vita femminile le discese nel mondo di sotto sono tantissime) apprendiamo un potere che già possedevamo ma che alla Luce del Sole non potevamo vedere.
Ogni Trasformazione è una guarigione, il vero Demone da temere è quello della fissità, che non ci permette di trasformarci, di cambiare idea, di lasciare andare la vecchia pelle e ricostruirci una sempre nuova e più evoluta forma.
Nel Regno dell'Ombra andiamo a recuperare le Ossa, la nostra storia perduta, tutte le morti della nostra vita e impariamo a raccontarle, a piangerle certo ma anche a dare degna e definitiva sepoltura.
Nel mondo sotterraneo impariamo la resistenza :
  " Nei miti, l'insegnamento della resistenza è uno dei riti della Grande Madre Selvaggia, l'archetipo della Donna Selvaggia. E' il suo rituale eterno per rendere forte la progenie. E' lei che ci indurisce, che ci rende potenti e capaci di resistere."*

La discesa nella Selva Subterranea è un atto di coraggio e ribellione: Vassilissa si inoltra nel bosco in cerca della Baba Yaga per recuperare il "fuoco", Inanna e Iside per recuperare la loro parte Ombra, Persefone per diventare Donna e Regina del proprio Regno.

Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco.” *1

Il mondo sotterraneo della conoscenza femminile è un bosco, o un'abisso, spesso è buio, alle volte è deserto, è un luogo difficile da abitare, non è comodo, nè splendente è un luogo che mette alla prova la nostra voglia, il desiderio ardente di risalire, di riprendere fiato, di tornare a riveder le stelle.
Non ci illudiamo e non lasciamoci illudere dalle vie comode e a buon mercato, la discesa iniziatica non la si compie partecipando ad un corso di 8 ore super innovativo e pratico, è la vita quotidiana, l'esperienza che viviamo tutti i giorni che ci prende per mano e ci conduce nei luoghi più profondi e pericolosi di noi stessi.
Non si compra, nè si prenota, si può solo accettare di viverla e permettere che accada, riuscendo a trarre da questa profonda, intrepida, pericolosa immersione la perla custodita nel e dal buio solo per noi. 

Solo il viandante che ha peregrinato nel suo infinito mondo interiore potrà accostarsi all’Anima, scoprendo che per anni altro non ha fatto che cercare Lei, poiché Lei è dietro e dentro ogni cosa. I viaggi, si fanno per cercare Anima e le persone si amano in quanto simboli di Anima.*2


Emanuela Pacifici


La Custode delle Storie propone per celebrare Samhain:

Webinario :* Into The Darkness* Il Potere della Strega

La Loba, la Raccoglitrice di Ossa ci accompagnerà a Raccogliere le nostre Ossa perdute e dimenticate.
Le Ossa rappresentano la sostanza che non muore, che non si consuma; l'essenza selvaggia della nostra anima.
per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com


citazioni:
* Clarissa Pinola Estes - Donne che corrono coi lupi
*1 A. Salvaje
* 2 Jung


domenica 22 ottobre 2017

Ade, il Re scorpione e la Grande Iniziatrice : Ecate, la Signora delle Porte, la Loba, la Raccoglitrice..


 " E' necessario che trasliamo la nostra coscienza nel punto centrale, 
nel Sole, da dove possiamo osservare i comportamenti della personalità 
come fossero pianeti che ruotano intorno a noi, ma non possono mai toccarci. 
Noi siamo altro."*

Il 23 Ottobre il Sole entra nel segno dello Scorpione, Ade il Signore dell'immateriale, la radice di ogni germoglio. Il Sole come seme luminoso scende nel grembo umido e creativo della Terra, come ad indicarci la Via : porta il tuo Sole ( attenzione, consapevolezza,coscienza) dentro di te, nei luoghi dove è Sovrano Ade, fratello di Eros. Ade separa, attraverso il fuoco Solare, cuoce le sostanze infime, esso è Il Grande Alchimista, nel suo Regno inizia la Grande Opera a cui ogni umano è chiamato.
l Sole stanotte ha trovato la sua dimora nei Regni Inferi di Ade, per compiere la sua Missione di cottura lenta della nostra natura infera,
Il primo passo nel Regno Invisibile di Ade, il mondo dell’anima selvaggia lo compiamo incontrando la Loba, essa è colei che Raccoglie le Ossa sparse nei nostri passaggi da vita a vita e le ricompone, è Ecate o Hermes, la Signora delle Porte o il Traghettatore, è la Grande Iniziatrice.(...)
*1 Ascolta l’ululato lontano e seguilo, è il richiamo della Loba, la donna delle ossa; la Trapera, la raccoglitrice; la Lupa.
E’ un deserto quello che stai attraversando, la donna delle ossa, abita i luoghi ispidi della tua psiche, li dove conservi le tue molte morti, potresti trovare Ossa lungo il cammino, fermati e raccoglile e permetti che esse ti raccontino la tua storia.

Ascolta ogni Osso che raccogli, fermati, ascolta, e segui il canto della Loba.

Prima di celebrare la morte come terreno fertile per la vita ( Samhain) dobbiamo riconoscere le nostre morti interiori, le ossa che abbiamo lasciato sul cammino, la discesa del Sole nel Regno di Ade è portare la coscienza solare nei luoghi bui e illuminarli, renderli consapevoli.

La prima fase della Grande Opera è la Nigredo, l'annerimento, la disgregazione della materia animale, come per ogni opera di trasmutazione ciò che prima era vivo deve morire per poter permettere al Vero Sè di emergere.

Emanuela Pacifici

* 1 citazione tratta da " La Caverna della Loba" meditazione guidata scritta da Emanuela Pacifici
parte del webinario Into The Darkness

La Custode delle Storie propone per celebrare Samhain:

Webinario :* Into The Darkness* Il Potere della Strega

La Loba, la Raccoglitrice di Ossa ci accompagnerà a Raccogliere le nostre Ossa perdute e dimenticate.
Le Ossa rappresentano la sostanza che non muore, che non si consuma; l'essenza selvaggia della nostra anima.
per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com



*citazione iniziale : Salvatore Brizzi- Officina Alkemica


venerdì 20 ottobre 2017

* L'Osso che Canta* Passi nel terrifico verso Samhain, la Verità racchiusa nelle Ossa.




C’era una volta un re che aveva una malattia agli occhi.

“Non c’è medicina che ti possa guarire, maestà”, gli dicevano sconsolati i medici. Ma una vecchia, che aveva fama di maga, gli disse: “Il rimedio a dire il vero esiste, è la penna dell’uccello grifone che vive su una pianta altissima e mangia i cristiani come un drago”.
Allora il re chiamò a sé i due figli: “Se tenete alla mia vita, dovete portarmi una penna dell’uccello grifone. Ma vi raccomando di tornare sani e salvi. Prendete due cavalli per ciascuno, uno tenetelo sempre di scorta, non si sa mai cosa può succedere quando si viaggia. Se l’impresa è troppo difficile, abbandonatela, e tornate, tornate…”
I due fratelli partirono insieme, ma fatta poca strada si separarono. “Io vado di qua, tu di là, così potremmo cercare meglio. Ci ritroveremo qui, in questo punto, tra un anno, un mese e un giorno”.
Ma i due fratelli non avevano lo stesso cuore. Il più giovane voleva bene a suo padre, ne aveva pietà per la grave malattia; l’altro, il maggiore, si augurava che morisse per prenderne il posto sul trono del regno. Tanto che, invece di darsi da fare alla ricerca della penna dell’uccello grifone, si fermò in una città, buttò via col gioco e le donne ogni suo avere, si vendette perfino i cavalli e si ridusse a fare la vita del vagabondo e del saltastrade.
Il più giovane camminò per giorni e notti, chiedendo in ogni paese notizie dell’uccello grifone e tutti lo guardavano intimoriti e meravigliati. “Quello lì vuole morire”, commentavano. Finché, in una landa sconosciuta, incontrò quella stessa vecchia che aveva fama di maga la quale gli indicò una pianta altissima dove viveva l’uccello grifone e gli insegnò come prendergli la penna. “Sali sulla pianta e nasconditi bene tra i rami perché se ti vede per te è finita. Quando ti sei appostato per bene, scegli una penna dell’uccello e tienila stretta. Allo spuntare del sole, l’uccello si alza in volo, allora tu non mollarla e la penna e ti resterà tra le mani”.
Così fece e strappò una penna all’uccello grifone.
Tutto contento, prese la strada del ritorno. “Chissà cosa avrà fatto mio fratello”, pensava, “adesso lo ritroverò e sarà certo contento anche lui. Così nostro padre guarirà”. E cammina e galoppa, arrivò al luogo dell’incontro. Suo fratello era già là ad aspettarlo, tutto lacero e sporco per il suo vagabondare.
“Ho trovato la penna dell’uccello grifone”, gridò, appena lo vide, ancora lontano. “Lo vedo, lo vedo”, disse il fratello maggiore. “I miei cavalli sono morti per la stanchezza ed io ho speso tutti i miei soldi per pagare la gente perché mi aiutasse a ritrovare la penna. Guarda come sono ridotto!”, disse mentendo. “Non importa fratello mio! L’importante è che uno di noi due l’abbia trovata e che torniamo vivi e vegeti da nostro padre” “Posso vederla?”, domandò, e mentre suo fratello si girava per prenderla estrasse dalla tasca un coltello e lo ammazzò. Poi lo seppellì in un prato fiorito. Indossò i vestiti del fratello ucciso, prese i suoi cavalli e tornò a casa.
“Papà, è arrivata la fortuna! Ti ho portato la penna dell’uccello grifone” “Ma tuo fratello dov’è che non lo vedo!” “Non lo so. Per cercare meglio abbiamo preso due strade diverse. Speriamo non sia rimasto preda delle bestie feroci”, disse ostentando preoccupazione.
Il re guarì e aspettava, giorno dopo giorno, il ritorno del figlio minore, ma invano perché era sepolto nel prato che da allora era eternamente in fiore. Passò molto tempo. Un giorno, sul luogo della sepoltura, un pastorello trovò un osso con il quale si costruì un flauto. Quando provò a suonarlo, ne uscì come per miracolo una struggente melodia:

“O Pastorino che in bocca mi tieni

suona pur tu che il cuor mi sostieni

mi hanno ammazzato nel prato in fiore

per una penna di uccello grifone”

Era l’anima dello spirito che ancora viveva, anche se il corpo del giovane si era consumato.
Presto il pastorello divenne famoso facendo sentire in giro per le fiere il suo flauto meraviglioso e la gente ne parlava. La cosa giunse all’orecchio del re che convocò il pastorello a corte. “Ho sentito che hai un flauto che canta da solo. Posso sentirlo?” “Subito, maestà”. E il pastorello iniziò a suonare. Quando il re sentì la melodia trasecolò. Riconobbe la voce del figlio e l’anima gli si riempì di dolore. Volle provare a suonare lui stesso il flauto.

“O padre mio che in bocca mi tieni

suona pur tu che il cuor mi sostieni

lui mi ha ammazzato nel prato in fiore

per una penna di uccello grifone”

Un terribile sospetto si annidò nella sua mente. “Portatemi qui il principe”, ordinò alla guardie. Appena arrivato lo obbligò a suonare il flauto.

“Fratello mio che in bocca mi tieni

suona pur tu che il cuor mi sostieni

tu mi hai ammazzato nel prato in fiore

per una penna di uccello grifone”

Il re aveva capito perché il suo figlio minore non tornava più. “Scegli il tuo castigo”, disse al figlio maggiore. Poi si ritirò in disparte a meditare sulla crudeltà della vita: era guarito ma era rimasto senza figli. E ancor oggi nelle fiere si racconta che tanti anni fa c’era un pastorello che meravigliava il mondo con il suo flauto fatto con un osso che cantava da solo.


( la versione scelta della fiaba è quella raccontata da Italo Calvino in antologia di fiabe italiane,è conosciuta anche come La penna dell'uccello grifone )


La Custode delle Storie propone per celebrare Samhain e la Verità racchiusa nelle Ossa :

Webinario :* Into The Darkness* Il Potere della Strega

La Loba, la Raccoglitrice di Ossa ci accompagnerà a Raccogliere le nostre Ossa perdute e dimenticate.
Le Ossa rappresentano la sostanza che non muore, che non si consuma; l'essenza selvaggia della nostra anima.
per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com
Cantiamo insieme le nostre Ossa e la nostra autentica Verità.

lunedì 16 ottobre 2017

* Il Potere delle Ossa* Passi nel terrifico verso Samhain



"In genere per le donne lasciar morire non va contro la loro natura 
ma solamente contro la loro educazione. 
La cosa può essere capovolta. 
Noi tutte sappiamo in los ovarios quando è il tempo della vita, 
quando è il tempo della morte. 
Magari cerchiamo di ingannare noi stesse per vari motivi, 
ma sappiamo."*

Samhain rappresenta il portale di accesso al Mondo Invisibile, spesso chiamato Regno dei Morti, esso è il luogo degli Avi, degli archetipi, lì dove è custodita la matrice di tutte le immagini che poi portiamo nel mondo visibile.
Le Ossa sono le chiavi che ci permettono l'accesso, esse sono la sostanza ultima, indistruttibile, ciò che rimane dopo esserci spogliati di tutte le cose di questo mondo.
La vecchia del deserto che canta sulle ossa, che porta di nuovo la vita, la Loba sarà la nostra guida sul Sentiero delle Ossa.
E' necessario che una donna arrivi alle ossa di sé stessa, nel deserto del luogo più ispido della sua anima perché possa incontrare la sua saggezza interiore e cantare la canzone che appartiene solo a lei, e tornare a correre nella sua vera natura di lupa selvaggia.


"Tutti noi cominciamo come un mucchietto di ossa abbandonate nel deserto. Sta a noi recuperare le parti. La Loba canta (usa la voce dell'anima) sulle ossa per scendere nell'amore grande e nel sentimento."*
Samhain celebra la fine e l'inizio, il soffio che sta tra l'uno e l'altro, il momento che avviene fra l'inspirare e l'espirare, il vuoto prima che sia pieno, il grembo umido e buio prima che la vita torni ad abitarlo.
Una delle iniziazioni più importanti delle antiche culture era quella dei vivi aldilà, molti libri sacri furono scritti con questo scopo, quello di istruire i vivi sulla morte; il Libro tibetano dei morti o Bardo Thodol, il Libro dei Morti egizio.
Evans Wentz, a proposito dell'iniziazione dei vivi al Regno di Ade scrive :
- E’ un processo d’iniziazione inteso a ricostituire la divinità che l’anima ha perduto con la nascita.
Morire in vita è dunque un tornare all'integrità delle Ossa, spogliarsi delle immagini che hanno creato la nostra carne e abitare per un momento la sostanza immutabile, indistruttibile, che non può morire.
Jung, commentando il Libro tibetano dei morti conclude :
-Il mondo degli dei e degli spiriti è l’inconscio collettivo in noi ma è anche al di fuori di noi.-
Liberarsi è tornare alle Ossa, questa è un'impresa eroica che tutti gli iniziati provano a compiere, Jung prosegue dicendo :
-Cerchiamo e troviamo le nostre difficoltà, cerchiamo e troviamo il nostro nemico, cerchiamo e troviamo ciò che è amato e prezioso, e fa piacere sapere che tutto il male e tutto il bene sono al di fuori, in un oggetto visibile dove è possibile superarli, punirli, annientarli e benedirli.-
L'iniziato che torna ad abitare la vita, torna trasformato, la morte è stata potente Maestra, egli sa che esiste un luogo dentro di lui che non può essere toccato dalla morte, dal dolore, dal tempo.
La Morte non esiste? è un'illusione percettiva così convincente che solo pochi iniziati hanno conosciuto la verità?
E' anche essa parte dell'inconscio collettivo?
Forse il Potere delle Ossa consiste nello svelamento della nostra natura Immortale, forse il segreto è custodito nei luoghi della Morte perchè solo attraversandoli potremo svelarli e riconoscerci Immortali.


Emanuela Pacifici
* citazioni dal libro Donne che corrono coi lupi - Clarissa Pinkola Estès


La Custode delle Storie propone per celebrare Samhain

il webinario: percorso guidato che potrete fare da casa
* Into The Darkness : Il Potere della Strega *
attraverso un percorso guidato online conosceremo la Donna che canta alle Ossa, Raccoglieremo le nostre Ossa e torneremo ad abitarle.
il webinario comprende :
1 Mp3 Viaggio Immaginale *La Caverna della Loba*
2 Rituale * La Raccoglitrice di Ossa*
3 Mp3 Viaggio Immaginale *Il Canto della Loba*

per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com

mercoledì 11 ottobre 2017

* Il Re Scorpione: Trasmutare il Veleno in Farmaco *


Nel buio profondo di noi stessi chi è Sovrano?
Chi abita le nostre viscere? 
Qual'è il nostro volto invisibile?
L'altra faccia dell'amore è sempre amore, Ade è fratello di Eros*, è il Maestro Alchemico. 
Ade separa, attraverso il fuoco Solare, cuoce le sostanze infime, esso è Il Grande Alchimista, nel suo Regno inizia la Grande Opera a cui ogni umano è chiamato :
" L'alchimia è la disciplina in cui l'individuo usa la macchina per raffinare diverse sostanze, combinandole, separandole e trattandole con vari mezzi durante un lungo periodo di tempo, mediante l'uso del calore lento, producendo nella macchina una mutazione elettrica e chimica, che è solo l'indicatore di una mutazione interna molto più profonda, che riguarda il sè essenziale." ( E.J. Gold)
Ade, il cui nome significa "Invisibile" apre le porte del laboratorio alchemico che ognuno di noi abita, il luogo delle emozioni negative, delle forme pensiero condizionate, i luoghi di schiavitù dell'individuo per riportarlo alla sua Vera Natura di Essere Libero.
La prima fase della Grande Opera è la Nigredo, l'annerimento, la disgregazione della materia animale, come per ogni opera di trasmutazione ciò che prima era vivo deve morire per poter permettere al Vero Sè di emergere.
Lo Scorpione ci accompagna nelle terre desolate dei nostri limiti illusori, ci avvelena per portare la morte di tutte quelle sostanze che annebbiano i nostri occhi e sensi, ci lascia putrefare nelle nostre stesse creazioni di paura e angoscia e poi permette al Veleno di divenire Farmaco trasmutando l'illusione della schiavitù in Liberazione.
Il Dono di Ade è la resurrezione, ci restituisce alla nostra Vera natura di esseri Immortali, deponendo le nostre spoglie trasmutate fra le braccia di Eros suo fratello.

"Finché non saprai come morire e poi rinascere, rimarrai un viaggiatore infelice su questa terra oscura" ( Goethe)

Emanuela Pacifici

La Loba sarà la nostra Guida nel regno invisibile,
la donna delle Ossa,
ci accompagnerà nella nostra trasmutazione alchemica
La Custode delle Storie vi invita a celebrare Samhain attraverso il webinario :
* Into the Darkness : il potere della Strega * percorso guidato online che vi permetterà di celebrare anche da casa.
per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com

mercoledì 4 ottobre 2017

* Il terrifico, iniziazione alla selvatichezza : imparare a guardare il non-bello *


Che cos'è il non-bello?
La nostra segreta fame di essere amati è il non-bello.
La nostra negligenza quanto a lealtà
e la nostra devozione sono poco attraenti,
il nostro senso di separazione dall'anima è scialbo,
i nostri bitorzoli psicologici, le inadeguatezze,
gli equivoci e le fantasie infantili sono il non-bello.*


Nella natura non esiste il brutto, non c'è uno stato naturale delle cose che non sia bellezza, anche nell'immagine che all'occhio umano può sembrare macabra della putrefazione, dello scheletro, della morte, è insita una bellezza selvaggia, forte e potente, che rimanda alla forza della Vita.
Il non-bello è una creazione della mente umana che giudica terrificante tutto ciò che è legato alla morte: ossa, scheletro, vecchiaia, decadenza.
L'anima sa che la morte non esiste, il vero sè riconosce nelle Ossa il potere dell'immortalità che è la sua autentica natura, ed ecco che nelle fiabe, nel racconto, nel mito, il terrifico non è cattivo ma saggio, rappresenta la Que Sabe, Colei che sa.
La Loba, la Donna delle Ossa è una iniziatrice terrifica, è una Que Sabe," è circospetta, spesso pelosa, sempre grassa", compagna di Baba Jaga, di Ecate, Berchta, di tutte le manifestazioni della guida nel mondo invisibile.
Il femminile ( e non le donne, ma il femminile presente anche negli uomini) è chiamato in una delle prime iniziazioni ad incontrare il terrifico: Vassilissa per ritrovare il fuoco perduto deve cercare la Baba Jaga, "l'amo del pescatore scese nell'acqua e si impigliò nelle costole della Donna Scheletro", chi si è perduto nel deserto se è fortunato può incontrare la Loba.
Il non-bello irrompe negli occhi e sconvolge le immagini che fin'ora ci hanno guidato nel mondo visibile, il non-bello strappa i preconcetti, le programmazioni e ci spinge a cercare il fuoco nonostante l'odore di putrefazione, ci spinge nella caverna nonostante la paura del buio.
Il non-bello custodisce il segreto prezioso della Bellezza che non è una qualità umana ma dell'anima e che non risponde alle leggi dell'uomo ma alle leggi dell'immutabilità.
Essa non passa, nè muore, tutt'al più può non essere subito riconosciuta, può essere nascosta, può decidere di mascherarsi ma per chi supera la paura ed entra nella grotta, per chi si affida al richiamo dell'ululato selvaggio, per chi ha occhi per vedere ed orecchie per udire ecco che Appare e ci sveglia dagli incantesimi della mente, rivelandosi sempre e ovunque.
Il terrifico ci insegna ad aprire gli occhi e vedere la bellezza e la vita, anche dove a prima vista ci pare di vedere morte e paura.

Emanuela Pacifici

La Custode delle Storie propone il webinario 


* Into The Darkness : Il Potere della Strega*

attraverso questo percorso guidato in mp3 potremo imparare a guardare il non-bello
e riconoscere il potere selvaggio della Strega.
Il webinario comprende:
1 Mp3 * La Caverna della Loba* Incontriamo la Loba, la nostra guida terrifica nel Mondo dell'invisibile
2 Rituale della Raccolta delle Ossa, ascoltiamo, ricomponiamo, amiamo la Storia che le nostre Ossa raccontano
3 Mp3 * Il Canto della Loba*

E' un percorso consigliato anche per celebrare da casa Samhain 
per informazioni e prenotazioni selvadellaluna@gmail.com

 


*Clarissa Pinkola Estes- Donne che corrono coi lupi


lunedì 2 ottobre 2017

Nascita di una Regina * Racconti dal Regno di Ade *


Il mondo di sotto è il mio tempio.
E' la mia parte sensuale, il contatto tattile con tutto ciò che è al di sopra e al di sotto, dentro e fuori.
Il santuario del mio incontro appassionato con le profondità dell' abbraccio del mio amante.
Comprendo la complessità delle voglie selvagge, le decisioni appassionate , che richiedono abbandono.
Io non sono una vittima o una concubina.
Sono Regina , io sono quella che ha scelto di mangiare i semi di melograno.
Non sottovalutare il potere feroce dei desideri di una fanciulla.
Volevo diventare regina degli inferi, la nave tra i regni, salendo la scala tra luce e il buio, l'unico posto in cui nessuno poteva accompagnarmi.
Possiedo profondamente la mia esistenza- si può dire lo stesso per te?

Melissa Weiss Steele

giovedì 21 settembre 2017

* La voce dell'autunno *


21 Settembre 2017

E' l'equinozio d'autunno esco a raccogliere foglie cadute, voglio usarle per creare il mio albero personale della gratitudine. Su un lato delle foglie scriverò ciò che lascio andare, sull'altro lato ciò che accolgo e di cui sono grata. Forse, poi, le soffierò nel vento.
Porto con me il libro di Julia Cameron ' La via dell'artista' che in questo periodo mi sta aiutando a liberare da tutti gli schemi mentali il mio artista-bambino, forse troverò il tempo per fare uno degli esercizi consigliati per questa settimana.
Il mio albero preferito m'aspetta come sempre e come sempre io mi siedo ai suoi piedi, mi lascio abbracciare dalla sua grandiosa presenza.
" Scrivi una lettera a te stessa oggi, immaginando di avere ottanta anni", consiglia Julia.
Non ho da scrivere, ma chiudo gli occhi e lascio che le parole dal futuro arrivino a me :

Cara Emanuela,
ti scrivo seduta sotto quella veranda che hai tante volte immaginato. Lo vedo il mare da qui, l'ascolto e d'autunno è ancora più bello e prezioso. Permettimi di cullarti un pò, permettimi di portare via un pò di pensieri. Quanto pensi. Pensi troppo, t'incastri nei meccanismi della mente e perdi di vista il flusso che sempre ti guida.
Ora respiriamo un pò di mare insieme, da qui riesco a vederne la vastità.
Che importa al mare di quell'onda?
Che importa Emanuela, è solo un'onda che passa, lasciala passare, fatti attraversare e poi guardala andare via. Da qui ti vedo, vedo le tue paure, i tuoi dubbi, vedo il tuo sguardo chiuso su te stessa.
I piccoli drammi, i piccoli piaceri, la piccola storia di un'onda.
Certo è, che tutto è molto più grande. Non permettere al tuo sguardo di incastrarsi lì a cercare cause e soluzioni.
Lo senti il respiro del mare? Ah, è ampio.
Hai paura del futuro, temi i colpi di coda della vita, gli imprevisti. Ti barrichi dietro le esperienze del passato come fossi un reduce di guerra traumatizzato.
Più ti difendi, più alzi muri, più il tuo sguardo perde la dimensione ampia dell'anima, si riduce a guardare sempre e soltanto una piccola personalità continuamente in lotta e messa alla prova dalla vita. Da qui, da dove guardo il mondo ora io, l'orizzonte è aperto, espanso.
Tutto ha avuto motivo d'essere, ora lo so, anche l'angoscia e la paura.
Mi sposto al sole, il suo tocco è morbido e dolce in questa stagione, mi piace lasciarmi sfiorare il viso, gli occhi, il cuore. Gli alberi hanno già intessuto un caldo tappeto di foglie in giardino, ho imparato a non spazzarle via, a rispettare la vita che accade sotto.
Gli alberi avranno paura dell'autunno?
Un passero zampetta fra le foglie scricchiolanti, cerca sotto la coperta di foglie.
Tutto passa, tutto ciò che viene porta qualcosa in dono e richiede di avere altro da portare via.
L'esistenza non si ferma mai, brulica anche dove non riesci a vedere, sotto le foglie morte c'è tutto un mondo nuovo che sta nascendo.
Non aver paura delle foglie che cadranno, lascia che l'autunno accada, i mondi nuovi hanno bisogno di tappeti di foglie che li proteggano mentre stanno per venire alla luce.
Torno a respirare il mare, ah, senti come è ampio il suo respiro.
Ciao Emanuela, fidati della vita.


*La Regina che divenne Befana*

Questa è una storia che quasi nessuno conosce, può essere sbirciata qua e là, ne raccontano i popoli nelle leggende e qualche artista ...