martedì 29 agosto 2017

* Il Dono dell'Invisibilità* la chiave del mondo delle storie



:-  Per raccontare le storie devi farti invisibile.
Il fuoco aveva consumato tutta la legna, crepitava ancora avvolgendo un tizzone rovente, mi lacrimavano gli occhi, forse per via del fumo, forse perchè la mente tentava inutilmente di afferrare il concetto di invisibile.
:- Invisibile? cioè trasparente? 
:- Non visibile, tu non devi apparire. Altrimenti racconterai solo e soltanto la tua storia. Devi smontare qualsiasi personaggio hai costruito. Ogni identità. Allora sarai invisibile e potrai entrare nel mondo delle storie.
:- Tu puoi aiutarmi?
La vecchia ripose nella tasca del consunto grembiule il gomitolo con il quale aveva fino a quel momento tormentato il gatto facendolo girare e saltare senza mai concedergli di sfiorare la finta preda.
:- Ti sto aiutando. Questa è la chiave della porta del mondo delle storie, l'invisibile è la chiave.
Se appartieni al mondo non potrai entrare; solo l'invisibilità, la rinuncia ad apparire, alla tua importanza personale può condurti oltre il confine.
:- Quindi per raccontare storie non devo più essere io?
:- Io chi? - la donna sorrise accarezzando lentamente il folto pelo rossiccio del gatto che s'era accoccolato fra il suo ventre e il tepore del fuoco.
:- Io, Io.
:- Tu sei sicura di essere Io?
Scossi la testa, strizzando gli occhi.
:- Mi confondi.
:- Se davvero fossi certa di chi è Io non ti confonderesti.
:- Stai giocando?
:- Si, anche. Gioco. Per diventare invisibile devi sapere giocare, sai giocare?
:- Per me questa è una cosa seria!
Le parole mi scapparono dalla bocca, dure, fredde, tanto che il gatto saltò via dal grembo della donna.
:- Anche per me, per questo gioco. Non diventerai invisibile se dai troppa importanza a quello che sei e a quello che appare, se non sai giocare a cambiare ruolo, se non sai spogliarti e ammettere di non essere quello che chiami Io, non otterrai il dono dell'invisibilità.Vedi il gatto ora?
:- No.
:- Lui è scomparso, è invisibile. E' diventato il mobile dietro il quale si nasconde e se non sei invisibile come lui non lo troverai.
Le storie sono invisibili, non appartengono al mondo del manifesto, se non assumi la loro stessa sostanza non puoi oltrepassare la porta.
:- Quindi devo giocare alla donna invisibile.
La vecchia rise sonoramente.
:- Devi giocare ad essere e diventare quello che devi raccontare. Raccontami il fuoco.
:- Il fuoco?
:- Si, la storia che ti sta raccontando il fuoco di questo focolare.
:- Crepita, scoppietta, sfuma e si nasconde fra le crepe del legno.
:- E' una storia? è quello che hai visto,non l'invisibile. Ora diventa invisibile e dai voce al fuoco.
Chiusi gli occhi e dimenticai chi ero, cosa volevo, semplicemente ascoltai e la voce del fuoco mi inondò la gola, iniziai a raccontare il ricordo di una scintilla, quando la vecchia mi fermò bruscamente
:- Chi sei?
:- Sono il fuoco- risposi.

Emanuela Pacifici







Immagine René Magritte, il pensiero che vede

domenica 20 agosto 2017

* Di come un'eclissi, uno specchio di ossidiana e un eroe salvarono il mondo dalla guerra*



C'era una volta un eroe
da cosa si riconosce un eroe, direte voi?
Dal cuore impavido e dal fatto che aveva accettato di compiere un lungo viaggio, lontano dal suo regno e dalla sua vita comoda e ordinaria, per cercare un tesoro.
Era un vero eroe.
L'unico indizio che aveva ricevuto prima della partenza da una pietra parlante, era stato quello di cercare nell'ombra. Il tesoro era molto importante per l'eroe, il suo regno era stato colpito dall'oscuro sortilegio dell'apparenza lanciato dal potente Mago nero, che per impadronirsi del trono, aveva incantato tutto il popolo facendo apparire buono ciò che non lo era e cattivo ciò che fino ad un momento prima era stato considerato una benedizione.
Così, il re amato da tutti, fu presto esiliato nella foresta e il Mago nero salì sul trono.
L'eroe era in realtà un mercante che viaggiava molto e grazie alla lontananza da casa era sfuggito al sortilegio dell'apparenza. Al suo ritorno aveva trovato il regno completamente avvolto dalla nube della malvagità. Tutti cercavano di fare del proprio meglio per apparire migliori, anche se questo significava compiere azioni malvagie. Il sovrano stesso incoraggiava ogni sorta di ingiustizia così anche lui appariva ai suoi occhi e agli occhi degli altri, degno di stima e rispetto.
L'eroe come unico superstite fu convocato dal re esiliato, mentre il sovrano buono, rinchiuso in una torre al centro della foresta, gli affidava la sua missione, l'eroe si accorse che ogni cosa aveva una voce. 
La pietra gli consigliò di cercare nell'ombra, l'albero aiutato dagli insetti tessitori creò per lui un mantello fatto di tela di ragno che gli avrebbe garantito l'invisibilità e il ruscello spinto dal potente vento delle montagne tracciò per lui un percorso lungo la foresta.
Il viaggio del nostro eroe durò molti anni, più di venti, dicono alcuni. Ogni tanto riceveva notizie della crudele sorte del suo regno, il Mago nero non faceva altro che dichiarare guerra ai regni vicini, sembrava addirittura che avesse costruito un altissimo muro per non permettere a nessuno di entrare nel suo regno. L'eroe cercò il tesoro in ogni buio anfratto, nelle più scure caverne, invisibile a tutti riusciva ad entrare anche nei luoghi segreti, seguiva con costanza e incrollabile fiducia il corso del fiume. 
Finché nel mezzo di una giornata di splendente sole, uno strano fenomeno celeste avvenne sotto i suoi occhi. Il sole divenne nero, tutto i oscurò, calò un lungo e innaturale silenzio e il lago davanti al nostro eroe rifletté l'oscura sfera celeste. L'eroe nonostante lo stupore e la paura, si tuffò nel lago proprio dove il sole nero era riflesso e si lasciò inghiottire dalla profonda oscurità dello specchio d'acqua. Proprio sul fondo, uno sbrilluccichio attirò l'attenzione dell'eroe che si spinse più a fondo che poteva, senza fiato, con il terrore di annegare e la forza di chi crede di poter cambiare il mondo.
Afferrò il tesoro e poi si abbandonò alla corrente che privo di sensi lo depose sulle sponde del lago.
Quando l'eroe si risvegliò da quella che parve una caduta nell'abisso, il cielo era illuminato dal sole splendente, accanto a lui c'era uno specchio nero arricchito da una sontuosa cornice d'argento. L'ero si accorse che il fiume che l'aveva condotto fin lì si univa al lago terminando il proprio viaggio, come lui, in quel luogo. 
Passarono ancora molti anni ma l'eroe riuscì a tornare a casa, mostrò al re ancora imprigionato il suo tesoro.
:- Uno specchio di ossidiana, è un potente oggetto magico! ora va e libera il mio popolo!
La terra che accolse il ritorno del nostro eroe era una terra devastata da guerre e morte, tutti gli abitanti erano stati addestrati ed ora non avevano altro scopo che uccidere e saccheggiare gli altri regni e il Mago nero era divento il signore della guerra.
L'ero camminò fino al campo di battaglia dove il Mago ed i guerrieri festeggiavano l'ultima sanguinosa vittoria, scelse una collina che gli permetteva di osservare ogni cosa senza essere visto, sollevò lo specchio di ossidiana verso il sole splendente, di nuovo il sole divenne nero, un'onda silenziosa sembrò scuotere la terra e le profondità di ogni essere vivente.
Dal profondo lago dell'anima di ognuno emerse ciò che non voleva essere visto, si udirono urla di terrore, pianti di pentimento, il sortilegio era spezzato.
Il mago vide la propria malvagità ma quello che lo uccise fu vedere una scintillante goccia d'amore in quell'oscuro abisso della sua anima.
Alcuni non riuscirono a guardare nelle profondità di se stessi e così come il Mago persero la loro vera occasione di vittoria, altri si perdonarono, altri ancora iniziarono una nuova guerra questa volta contro la propria ombra.
Il re esiliato tornò a regnare, lo specchio di ossidiana sciolto l'incantesimo si frantumò in mille e mille pezzi uno per ogni abitante del regno.

Emanuela Pacifici


domenica 13 agosto 2017

* Il canto dell'orsa * una fiaba di redenzione






Una volta alle donne non era permesso andare su per la montagna durante il loro tempo della luna, a causa degli orsi. Gli orsi hanno un naso grande e sensibile, avrebbero sentito l’odore del tempo femminile ed avrebbero pensato che fosse un’orsa e cercato di accoppiarsi. Non intendevano fare alcun male probabilmente, ma venire abbracciate da un grande orso maschio è il modo migliore per finire in un brutto stato. Così la casa dell’attesa era sempre protetta dagli orsi e le donne stavano lontane dalle montagne.
C’era una giovane donna che obbediva a tutte le leggi di purificazione, e non andava mai alle colline durante il suo tempo della luna, e faceva tutte le cose che dovevano esser fatte, ma si ritrovò ugualmente amata da un orso. Quello che successe fu che l’orso la vide e semplicemente se ne innamorò. Tenero e sciocco come chiunque quando il fulmine dell’amore lo colpisce. L’orso pensò che la ragazza si sarebbe spaventata, così si nascose tra i cespugli e non cercò mai di toccarla o di parlarle, la guardò solamente. La guardava con i suoi piccoli occhi tondi e sospirava d’amore. Guardava la giovane donna pescare e la guardava raccogliere le bacche. La guardava camminare e la guardava ridere, per giorni. Fremendo d’amore e pensando che non ci sarebbe mai stata alcuna speranza per questo amore.
Ebbene, un giorno la giovane donna ritornò dopo aver raccolto del cibo, si fermò alla polla d’acqua dolce e fece un bagno. Si tolse i vestiti, camminò lentamente verso la pozza e nuotò un poco. Stette con l’acqua fino a metà gamba e si piegò a lavarsi la faccia. Si distese sull’acqua e si lavò i capelli. Si alzò con i capelli gocciolanti lungo la schiena, si sdraiò sulla sabbia morbida e si strofinò il corpo rotolandosi da una parte all’altra. Poi si girò e guardò dritto verso il cespuglio in cui si nascondeva l’orso.
:- So che sei li- rise la giovane donna .
:- So che mi stai seguendo. Che mi stai guardando. Spaventando i pesci nella mia direzione perché possa prenderli. Esci fuori da quel cespuglio e lascia che io ti veda.-
E L’orso rimase proprio stupefatto, ma si alzò in piedi, con la luce del sole che brillava sul suo pelo, e camminò verso la polla di acqua dolce, emozionato come chiunque altro quando la persona che amiamo si accorge di noi per la prima volta.
:- Entra nell’acqua.-
Lo invitò la giovane donna, e l’orso entrò nell’acqua, e nuotarono insieme e si schizzarono, e la ragazza afferrò con le proprie dita la spessa pelliccia dell’orso, e l’orso nuotò, trainando facilmente la giovane donna. Poi si sdraiarono ad asciugarsi al sole e l’orso fissava la giovane donna desiderando di toccarla e di amarla.
:- Ti amo.-
Riuscì a dire l’orso nonostante la voce gli si fosse bloccata in gola.
:- Perché ti nascondevi?- chiese la giovane donna.
:- Come potrebbe una bellissima donna come te amare un orso?- e una lacrima scese dall’occhio del povero orso.
Allora la giovane donna prese la testa dell’orso, se la mise in grembo e carezzò il suo pelo e baciò il suo naso e disse :- Ma tu sei bellissimo. Forte e gentile e bellissimo ed anche io ti amo.-
:- Sono un orso femmina.- disse l’orso.
La giovane donna rimase seduta per molto molto tempo e poi rise e disse :- Se posso amare una creatura d’aspetto così diverso dal mio come te, perché dovrebbe importarmi se sei un orso maschio o un orso femmina? Ti amo orsa. Ti amerei anche se tu fossi magra o se fossi grassa o se fossi più alta o se fossi più piccola, perché è l’amore in te che io amo, è la bellezza in te che io amo. Comunque – disse ridendo la giovane donna- carne ed ossa non contano nulla, è quello che c’è dentro che conta, lo spirito d’amore.-
E lei si alzò e l’orsa si alzò, la giovane donna indossò il suo vestito, prese per la zampa l’orsa e camminò via con lei, su per la montagna, alla caverna in cui l’orsa viveva ed entrarono e si amarono. Ne freddo inverno dormivano insieme e la pelliccia spessa dell’orsa le teneva entrambe al caldo, ed in primavera uscivano insieme dalla caverna e danzavano, pescavano, ed erano felici. E l’orsa compose un canto per la giovane donna e glielo cantò, e lei era felice. E se la gente ne parlò, parlò della meraviglia di una donna e di un’orsa che vivevano insieme ed erano felici, perché la disposizione della carne e delle ossa non conta nulla.(...)


E quando vai in montagna, che sia o non sia il tuo tempo della luna, indossa un campanello, affinché gli orsi ti sentano e sappiano che sei loro amica.

Lo spirito della bellezza
è venuto con me.
Lo spirito della bellezza
Ha lasciato i suoi amici e la sua famiglia
Per venire con me.
Se la sua famiglia dovesse venire
A portarmela via
Io morirei.

Lo spirito della bellezza
Cammina con me.
Raccoglierò bacche per lei
E tuberi e radici sulle colline.
Farò di tutto per farla felice,
danzerò per lei, la terrò calda.
Ho scritto questo canto per lei.
Lo canto ora per lei.

Lo spirito della bellezza
È venuto con me.






Le figlie della Donna di Rame – Anne Cameron

* immagine Jackie Morris art

giovedì 10 agosto 2017

* De.Sidera* la notte in cui caddero tutte le stelle





Nessuno ricorda quando è accaduto, 
certo che fu una notte strana quella, tutti a guardare il cielo e il cielo era vuoto, dov'erano finite le stelle? e le galassie? nessuna luce, neanche un lieve luccichio. Improvvisamente il cuore dei molti che osservavano il cielo scuro si riempì di nostalgia, forse non sarebbe cambiato nulla sulla Terra, forse era un fenomeno, benché assai strano, solo momentaneo. Con questa speranza tutti andarono a dormire, aspettando la notte successiva per alzare di nuovo gli occhi e vedere le stelle.
Niente, ancora solo buio pesto, ancora solo una solitaria luna ma, nessuna stella.
Fu grande la delusione di ognuno, e altrettanto grande la preoccupazione. Il governo stesso si mobilitò in cerca delle stelle, consultarono i più grandi esperti astronomi e astrofisici, ma nessuno aveva una spiegazione certa. Si fecero molte ipotesi, alcune assai fantasiose, forse il cielo notturno era in realtà oscurato da una nube spessa che copriva la luce delle stelle, ma in questo caso non avrebbe dovuto vedersi neanche la luna. Finché, un bambino che giocava ad esplorare una grotta non si accorse che nel profondo, profondissimo cunicolo che conduceva nel ventre della terra c'era una forte luce. Fu data la notizia, tutte le stelle erano state ritrovate, non si sapeva come ma erano cadute dal cielo ed erano accatastate in una profonda caverna. Ora, era importante riportarle in cielo.
Si provò a spararne alcune come fossero dei missili, ma ricaddero immediatamente sulla Terra, profondando negli abissi dell'oceano.
Fu istituita una commissione di scienziati per salvare il cielo stellato.
Partì una missione spaziale, ma una volta che le stelle venivano lasciate nel cielo ecco che ricadevano a terra. Fu un periodo molto triste per tutta l'umanità, finché un anziano saggio che viveva in solitudine nella più isolata foresta del mondo non si decise a raccontare al mondo cos'è che aveva fatto cadere tutte le stelle dal cielo.
:- Grandi pensatori, grandi conoscitori dell'universo, le stelle sono cadute dal cielo per i troppi desideri che gli esseri umani hanno lanciato nello spazio. Sono cadute tutte la notte del 10 agosto, ricordate? Voi avete una strana leggenda che parla di desideri e stelle cadenti? Ebbene in tanti avete desiderato vedere anche solo una stella cadente per esprimere il desiderio caro al vostro cuore.
Così l'universo che è molto generoso ha concesso ad ognuno di voi di vedere una stella cadente e il cielo è rimasto vuoto.
:- Grande saggio qual'è il tuo consiglio? come possiamo far tornare le stelle a splendere nel cielo?
La commissione speciale per salvare il cielo stellato ascoltò con grande attenzione le parole dell'anziano eremita.
:- Chiunque abbia espresso un desiderio guardando una stella cadente quella notte deve rinunciare al proprio sogno e lasciare che la stella torni a brillare nel firmamento.
Tutti i giornali, i presidenti dei governi, i re e le regine, ogni autorità chiese al proprio popolo di rinunciare ai desideri espressi quella fatidica notte, l'umanità tutta aprì il proprio cuore e lasciò tornare i sogni da dove erano caduti. Alcuni li trattennero ancora un pò, giusto il tempo di sentirli ancora fremere nel petto, poi però come lanterne luminose presero a volare nel cielo.
I'universo tornò a splendere quella notte, e miracolosamente, ogni uomo si rese conto che nel proprio cuore il desiderio più grande che aveva era quello di tornare a guardare le stelle.

Emanuela Pacifici



domenica 6 agosto 2017

* La luna e il volto dell'amore *




Nel pozzo la luna era appena velata da una patina perlescente, la vecchia era stata chiara, solo la luna piena poteva rispondere alla sua domanda, solo nel volto splendente della luna piena avrebbe riconosciuto il volto dello sposo.
:- Devi guardare la luna allo specchio e porle la domanda- la vecchia aveva concluso dicendo - perché l'amore è sempre un riflesso.
La giovane attraversò il giardino fino ad arrivare al pozzo, si guardò intorno assicurandosi che nessuno ascoltasse la sua voce che sussurrava alla luna.
:- Oh luna piena di sole come posso riconoscere l'amore? Troverò l'altra metà di me? saremmo così, come il sole e la luna stanotte, l'uno che risplende nell'altra?
Con un dito sfiorò l'acqua immobile producendo lievi increspature sull'immagine riflessa della luna, poi fu magia, una voce limpida e profonda riempì il suo cuore.


" E' difficile raccontarti l'amore,
perché l'Amore è un'esperienza, è azione.
L'Amore ignora le parole, perchè le parole attivano la mente, il giusto e lo sbagliato, il vero e il falso, e l'Amore non può vivere fra questi.
Amore è giusto e sbagliato,e' il vero e il falso, è l'esperienza che fai, è tutto ciò che ti crea, e ti cambia e ti spezza e ricostruisce.
Stai, lì ferma, cara anima ad aspettare l'Amore, aspetti che qualcuno bussi alla tua porta e sogni di sentirti dire :
- Ti ho cercato ovunque
Eccomi, oggi busso alla tua porta, all'unica porta che mi è concesso oltrepassare, il tuo cuore.
Eccomi, cara anima, busso e dico :
- Mi hai cercato ovunque, mi hai aspettato per millenni, ed io ero in ogni volto che hai incontrato, ero nelle mani che hanno asciugato le tue lacrime, ero quel sasso che ti ha fatto inciampare per insegnarti a rialzarti, ero sdraiato accanto a te quando il mondo sembrava crollarti addosso, ero il mondo che crollava ed ero anche il mondo che già stavi ricostruendo.
Lo so, ti conosco e conosco i tuoi sogni ad occhi aperti.
Sogni un principe coraggioso, sogni la scalata della torre, sogni di essere salvata da ogni tua inquietudine e solitudine. Eppure l'amore non ti salva dalla solitudine, né distrugge le torri che hai costruito intorno a te.
Tutto ciò che incontrerai nella tua vita, la meraviglia e il dolore, la nascita e il saluto, io sono lì, nelle mani di chi ti abbraccerà e in quelle di chi ti saluterà.

L'amore non ha un solo volto, non è sempre quello che pare salvarti, alle volte appare come il tuo carceriere, eppure è sempre e solo amore.
Cara anima non aspettare l'amore, permettiti di vederlo in tutto ciò che accade, non farti ingannare dalle illusioni romantiche, dal per sempre, dal felici e contenti.
L'amore non è interessato al tempo, né a renderti felice e contenta, l'amore vuole intensità ed esperienza, che sia un dramma o una commedia spesso questo lo decidi tu.
 Oh lo so, t'aspettavi un volto, un destino. Ora guarda bene, avvicinati alla mia immagine.

La giovane si sporse fino ad osservare il suo volto nell'immagine della luna piena e vide molti volti: il re e la matrigna, la vecchia saggia e il principe, i suoi amici animali e il lago d'argento, la strega e le fate buone, lei e l'intero suo viaggio.


" Ecco cara anima, credo di averti risposto, questo è l'amore. E' tutta la storia sempre. Anche quando non ha il volto che c'aspettiamo."


Emanuela Pacifici

* immagine Kay Nielsen

Ade, il Re scorpione e la Grande Iniziatrice : Ecate, la Signora delle Porte, la Loba, la Raccoglitrice..

 " E' necessario che trasliamo la nostra coscienza nel punto centrale,  nel Sole, da dove possiamo osservare i comportamenti...